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Firenze, 2 agosto 2017 – Si è svolta stamani di fronte ai cancelli del carcere fiorentino di Sollicciano una conferenza stampa sull’emergenza caldo.  Il caldo torrido di questi giorni è egualitario, colpisce tutti all’interno della struttura penitenziaria: i detenuti, gli agenti del corpo di Polizia Penitenziaria e gli operatori.
Il cappellano del carcere, Don Vincenzo Russo, Massimo Lensi ed Emanuele Baciocchi, dell’associazione per l’iniziativa radicale “Andrea Tamburi” hanno sottolineato come ogni anno questa emergenza si ripeta, anche perché le misure preventive che dovrebbero essere organizzate per tempo vengono messe in atto solo parzialmente. Le circolari del Dap individuano alcune misure preventive come quella di prevedere una diversa modulazione degli orari dei passeggi e assicurare e implementare la funzionalità dei punti idrici a getto e/o dei nebulizzatori nei cortili di passeggio. Le stesse circolari invitano la direzione ad assicurare l’apertura dei blindi durante le ore notturne, e a riformulare i menù giornalieri prevedendo la disponibilità degli alimenti consigliati nella stagione estiva. Misure certamente non sufficienti a garantire la vivibilità delle celle, ma che andrebbero comunque attuate pienamente.
Il cappellano, Don Vincenzo Russo, ha ricordato come sia difficile in queste condizioni intraprendere significativi percorsi rieducativi per i detenuti e lavorare con la dovuta serenità. Va dato atto alla direzione del carcere fiorentino di far tutto il possibile per attenuare i disagi, ma senza l’aiuto delle istituzioni cittadine e del Provveditorato per l’amministrazione penitenziaria (PRAP) i tentativi messi in atto sono destinati a sciogliersi sotto il sole torrido di queste ore.
Massimo Lensi ed Emanuele Baciocchi hanno ricordato come la battaglia del Partito Radicale per il rientro nella legalità delle strutture carcerarie italiane passi anche dal coinvolgimento pieno di tutti gli attori sociali e istituzionali. In relazione a questo, i due radicali hanno annunciato che il 16 agosto partirà l’iniziativa nonviolenta del Grande Satyagraha affinché il Governo emani entro l’estate i decreti attuativi del disegno di legge di Riforma dell’Ordinamento Penitenziario “per l’effettività rieducativa della pena” secondo quanto previsto dalla Costituzione.

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Nelle ultime settimane nelle carceri toscane sono avvenuti due suicidi: il 21 settembre nel carcere di Grosseto e il 22 in quello di Lucca.
 
A questi due tragici episodi, si aggiunge quello, lo scorso agosto, di un poliziotto della polizia penitenziaria che si è tolto la vita nel carcere di Massa.
 
Una vera e propria tragedia che certifica la perdurante illegalità delle nostre strutture penitenziarie e l’inadeguatezza delle Istituzioni a gestire una situazione incancrenita.
 
Proprio per questo, la mattina di sabato 1º ottobre, a partire dalle ore 11.00, manifesteremo davanti la sede della Regione Toscana (via Cavour, Firenze) per chiedere di attivare immediatamente le strutture sanitarie territoriali per evitare il proseguire delle morti in carcere e affinché, anche all’interno del carcere, si possano godere gli stessi (pochi) diritti sanitari di tutti i cittadini.
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Dichiarazione di Massimo Lensi e Maurizio Buzzegoli, dell’Associazione per l’iniziativa radicale “Andrea Tamburi” di Firenze.

La lunga storia per la realizzazione dell’Icam (Istituto a custodia attenuata per madri detenute) è di quelle che lasciano senza parole. Documenti siglati, soldi stanziati, protocolli d’intesa e comodati d’uso firmati. Una cospicua quantità di carte e firme caduta apparentemente nell’oblio. Nell’attesa, l’immobile individuato in via Fanfani è preda del degrado. Ora perfino il Dap ha auspicato la realizzazione della struttura, come riportato in comunicato stampa del 26 agosto (in allegato), eppure ancora c’è chi di fare l’Icam a Firenze non ne vuole sentire parlare. E onestamente ci chiediamo perché?

Questa novella dello stento, nella quale a farne le spese son come sempre soprattutto gli ultimi, va avanti dal 2010 e rischia ormai di coprire di ridicolo le istituzioni territoriali fiorentine e toscane allungando la lista degli impegni sottoscritti e disattesi. Pacta sunt servanda dicevano gli antichi, e a una Firenze protesa alla tutela della propria tradizione storica riscoprire il dovere di onorare i patti e la propria civiltà giuridica non può fare che bene.

Comunicato Dap, 26 agosto 2016

In relazione ad alcuni articoli di stampa apparsi in questi giorni su diversi quotidiani della regione Toscana, che manifestano preoccupazione in ordine alla possibile mancata realizzazione di un Icam presso la città di Firenze, è opportuno fare chiarezza sulla posizione dell’Amministrazione penitenziaria centrale che, già nel mese di gennaio del 2010, prima della promulgazione delle legge 62/2011 volta a tutelare il rapporto tra detenute madri e figli minori, sottoscriveva con diversi partner istituzionali – Presidente della Regione Toscana, Presidente del Tribunale di sorveglianza di Firenze, Presidente dell’Opera Pia Madonnina del Grappa e Presidente dell’Istituto degli Innocenti di Firenze – apposito protocollo d’intesa.

Con tale atto, l’Opera Pia Madonnina del Grappa si è impegnata a concedere in comodato d’uso all’Amministrazione penitenziaria una villetta con giardino ed annessi edifici da destinare ad Icam, per l’accoglienza delle donne, imputate e/o condannate, con i propri figli al seguito.

La ristrutturazione dell’immobile è finanziata dalla Regione Toscana che, con apposite delibere del 2012 e del 2013 ha stanziato complessivamente la somma di 621.000,000 euro, messa a disposizione della Società della Salute (Sds), incaricata, dalla stessa regione, della realizzazione dei lavori, la cui conclusione è stimata per la fine del corrente anno.

In tal senso, pur apprezzando i suggerimenti di razionalizzazione che provengono dal territorio, questa Amministrazione continua a ritenere i diritti e gli interessi dei bambini, figli di persone detenute, prevalenti su ogni altra qualsiasi considerazione che vada a ritardare o rinviare il riconoscimento pieno e incondizionato di tale diritto, peraltro sancito da una legge dello Stato. In tal senso, pertanto, l’auspicio di questa Amministrazione è quello che i lavori presso la struttura dell’Opera Pia Madonnina del Grappa siano portati a termine nei tempi programmati e che, nelle more, le Autorità locali e la stessa Magistratura di Sorveglianza adottino provvedimenti, provvisori e preventivi, anche di comunità, affinché nessun bambino sia ristretto presso l’istituto penitenziario di Firenze Sollicciano.

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Firenze, 30/08: La direttrice dell’Istituto penitenziario fiorentino di Sollicciano, Marta Costantino, il garante regionale dei detenuti della Toscana, Franco Corleone, e il garante regionale dei detenuti del Piemonte, Bruno Mellano, hanno sottoscritto la petizione promossa dall’Associazione per l’iniziativa radicale “Andrea Tamburi” che chiede al Sindaco di Firenze, Dario Nardella, di intitolare piazza Madonna della Neve (nel complesso dell’ex carcere delle Murate) a Marco Pannella. Massimo Lensi e Maurizio Buzzegoli, componenti dell’Associazione per l’iniziativa radicale “Andrea Tamburi” hanno dichiarato: <<Ringraziamo la Dott.ssa Costantino, Franco Corleone e Bruno Mellano per aver sottoscritto la petizione e ci auspichiamo che a questi nomi ne seguano molti altri. E’ importante sottolineare come le tre personalità siano legate al pianeta penitenziario: luogo a cui Marco Pannella ha dedicato la propria vita con le battaglie per il ripristino della legalità e dello stato di diritto>>. Lo scorso 13 agosto una delegazione dell’Associazione “Andrea Tamburi” aveva visitato l’istituto penitenziario di Sollicciano al cui interno sono state raccolte 178 firme da parte dei detenuti.

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