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Sollicciano e opg Montelupo. Il Consiglio provinciale ha approvato una mozione della Commissione Politiche sociali “sulla situazione degli istituti penitenziari della Provincia di Firenze e sull’Opg di Montelupo Fiorentino”, che recepisce anche alcuni emendamenti proposti da Massimo Lensi (radicale, nel Gruppo Misto) e Caterina Conti (Pd) e invita il Comune di Firenze ad avviare con urgenza la procedura per la nomina del nuovo garante comunale dei diritti dei detenuti.
Nel documento, richiamate le modifiche legislative con la finalità di affrontare le questione connesse al sovraffollamento carcerario contenute nel Deceto cancellieri, la sentenza della Corte Costituzionale sulla legge Fini-Giovanardi, la mozione sulle carceri messa a punto dalla Commissione giustizia e votata dall’aula della Camera a seguito del messaggio inviato alle Camere dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, si sostiene la riduzione dell’applicazione delle pene detentive in carcere e l’estensione dell’utilizzo delle pene non detentive, il ricorso all’espiazione delle pene nei Paesi di origine per i condannati di nazionalità non italiana, senza escludere il ricorso a provvedimenti di clemenza eccezionali quali aministia e indulto.
Circa l’Opg si chiede di superare senza altri indugi l’attuule situazione di incertezza derivante dalla mancata applicazione della legge circa il definitivo superamento dell’Opg di Montelupo, senza attendere ulteriori proroghe, anche attraverso la creazione di piccole strtuture terapeutiche territoriali.
Il Consiglio provinciale di Firenze invita la Presidenza del Senato della Repubblica, organo competente, di operare il dissequestro, così come richiesto dal garante regionale e dalla direzione dell’Opg, della sezione collocata al piano terra, “completamente rinnovata e assurdamente non resa disponibile per le esigenze di una più equilibrata distribuzione delle persone internate”.
A favore della mozione si sono espressi Pd, Sel, Progetto Toscana-Idv, Rifondazione comunista e Lensi (radicale, nel Gruppo Misto). Contraria la Lega Nord. Astenuto il Pdl. Col documento, pensando alla riforma delle Province, si esprime preoccupazione per l’allocazione delle competenze in materia assegnate finora dalla Provincia di Firenze.

14/03/2014 18.04
Fonte: Provincia di Firenze – Ufficio Stampa Consiglio

 

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Firenze, 29/01: L’Associazione per l’iniziativa radicale “Andrea Tamburi” esprime in una nota le  congratulazioni al Consigliere provinciale radicale Massimo Lensi per la nomina di nuovo Presidente della Commissione Speciale “Città Metropolitana”: <<La nomina di un componente radicale è sempre garanzia di trasparenza e legalità. Siamo certi che il Consigliere Lensi assolverà questo nuovo e delicato compito con lo stesso impegno e dedizione con cui ha lavorato in Provincia in questi ultimi anni.>>

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Fonte: Provincia di Firenze, link al comunicato

MERCOLEDÌ 31 LUGLIO CONSIGLIO PROVINCIALE STRAORDINARIO A SOLLICCIANO
La 4^ Commissione Consiliare ha intanto approvato una proposta di Mozione al Consiglio sullo stato delle istituzioni penitenziarie nella Provincia di Firenze
Il Presidente del Consiglio provinciale Piero Giunti, unitamente al Presidente della Giunta Andrea Barducci, ha convocato un Consiglio provinciale straordinario mercoledì 31 luglio 2013 presso il carcere di Sollicciano, “per fare il punto in merito alle competenze dell’Ente in relazione alla vita del pianeta carceri, ai programmi svolti e all’attività delle associazioni del volontariato carcerario in essi coinvolti: competenze che a volte sfuggono, ma che hanno rilevanza nel mondo degli istituti di pena”. La seduta è in programma alle 15 ed avrà all’ordine del giorno la discussione della situazione della struttura di detenzione fiorentina. Si tratta della prima seduta di questo genere per il Consiglio provinciale e ad essa prenderanno parte 150 detenuti. “Parleremo del sovraffollamento, delle carenze strutturali di Sollicciano, e di come attuare politiche attive di formazione per il reinserimento sociale dei detenuti”, spiega Giunti. Oltre alla stampa sono state invitate numerose personalità politiche, tra le quali anche Marco Pannella, che ha già dato la sua adesione e parteciperà ai lavori.

Oggi intanto la 4^ Commissione Consiliare del Consiglio provinciale di Firenze ha approvato a maggioranza una proposta di Mozione al Consiglio sullo stato delle istituzioni penitenziarie nella Provincia di Firenze.
Questo il testo:

Mozione della IV^ Commissione Consiliare sullo stato delle istituzioni penitenziarie nella Provincia di Firenze

Il presente documento, che il Consiglio provinciale approva in questa seduta straordinaria, ha come obiettivo l’individuazione di elementi di politica amministrativa relativi ad alcuni dei tanti problemi del sistema penitenziario ed è il frutto unitario del lavoro della Quarta commissione della Provincia a seguito di un lungo periodo di approfondimento, pur mantenendo i gruppi presentatori del documento in Consiglio Provinciale posizioni, sensibilità e idee diverse rispetto alle modalità di soluzione e di proposta programmatica rispetto alle politiche carcerarie;

Il Consiglio Provinciale

Evidenzia le condizioni degli istituti di pena in Italia contrarie allo spirito della riforma penitenziaria del 1975, ispirata a una maggiore umanizzazione della pena, e lo stesso enunciato dell’art. 27 della Costituzione italiana;

Denuncia il grave sovraffollamento, le carenze di risorse economiche, la scarsità di personale di Polizia Penitenziaria e sanitario, lo stato di degrado strutturale in cui versano, a livello generale, gli istituti di pena della Regione Toscana. Nelle carceri toscane, secondo gli ultimi dati diffusi dal “Garante Regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale”, relativi al 31dicembre 2012, sono presenti 4.148 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 3.261 con un tasso di sovraffollamento del 127,2%; le donne sono 152, gli stranieri 2.286;

Richiama la sentenza della Corte Europea dei diritti dell’Uomo, pronunciata l’8 gennaio 2013, c.d. sentenza Torreggiani, che costituisce una pesante condanna nei confronti dell’Italia e del suo sistema penitenziario, giacché condanna il nostro Paese per violazione dell’articolo 3 della Convenzione Europea ovvero la proibizione di trattamenti inumani e degradanti;

Ricorda che nel territorio della provincia di Firenze sono siti cinque istituti di pena di vario livello amministrativo: la casa circondariale di Firenze “Sollicciano”, l’istituto a custodia attenuata di Firenze “Gozzini”, l’istituto penitenziario minorile di Firenze “Meucci”, l’ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo e l’istituto a custodia attenuata “Pozzale” di Empoli;

Ringrazia il Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria (PRAP) e la direzione del N.C.P. Sollicciano per aver coadiuvato e attivamente collaborato alla decisione dell’amministrazione provinciale di Firenze di convocare il Consiglio Provinciale all’interno della struttura penitenziaria di Sollicciano;

Saluta gli ospiti presenti al Consiglio Provinciale a Sollicciano e li ringrazia;

Prende atto, con dispiacere, delle dimissioni di Alessandro Margara, Garante Regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, e lo ringrazia per il prezioso lavoro svolto;

Richiama le deliberazioni di Consiglio Provinciale n.97 del 27/6/2011 e n.135 del 22/11/2012;

Richiama le competenze della Provincia di Firenze in materia di formazione professionale e educazione scolastica; competenze importanti per definire politiche attive sul territorio con la finalità di stabilire un nesso tra Istituti penitenziari e società attraverso un trattamento del detenuto finalizzato alla rieducazione e al reinserimento;

Ricorda il lavoro di approfondimento svolto dalla Quarta Commissione Consiliare (sociale, lavoro e formazione) della Provincia che, in numerose sessioni di lavoro, ha incontrato, a volte direttamente all’interno degli istituti penitenziari, alcune direzioni amministrative penitenziarie (Sollicciano e OPG di Montelupo), le istituzioni comunali di Firenze, Empoli e Montelupo, gli operatori del volontariato carcerario, i sindacati di Polizia Penitenziaria, il Garante per i diritti dei detenuti del Comune di Firenze al fine di valutare, in maniera priva di pregiudizi e scivolamenti ideologici, le possibilità reali per il ripristino di una soglia minima di umanità carceraria e di normalità nella funzione della giustizia;

Ricorda che, secondo un’indagine voluta dall’Agenzia Regionale di Sanità (Ars) che ha coinvolto quasi i tre quarti dei detenuti toscani, il 33,2% di costoro soffre di patologie psichiatriche, fra le quali si segnalano disturbi derivati al consumo di stupefacenti (12,7%) e le nevrosi (10,9%), frequentemente legate al difficile adattamento alla reclusione;

Ricorda inoltre un’indagine voluta dall’Agenzia Regionale di Sanità (Ars) nel 2012 con la quale si rende evidente che oltre il 70% della popolazione detenuta nelle carceri toscane (età media 38,5 anni, con basso livello di istruzione, composta per la metà da stranieri e per la quasi totalità – 96,5% – maschile) sono comunque affetti da almeno una patologia: soprattutto disturbi psichici, malattie infettive e disturbi dell’apparato digerente.

Considera gravemente insufficiente l’attuale numero di unità operative di Polizia penitenziaria, di unità amministrative e di educatori presenti all’interno delle strutture penitenziarie della Provincia di Firenze, così come considera deficitaria l’assistenza psicologica, a cominciare da quella legata alle attività di osservazione e trattamento dei detenuti, per cui si rende necessario l’adeguamento degli organici del personale penitenziario e amministrativo, nonché dei medici, degli infermieri, degli assistenti sociali, degli educatori e degli psicologi, non solo per ciò che concerne la loro consistenza numerica, ma anche per ciò che riguarda la promozione di qualificazioni professionali atte a facilitare il reinserimento sociale dei detenuti e per garantire adeguata tutela della loro salute;

Considera seriamente insufficiente l’attuale numero di unità operative di Polizia penitenziaria, alla luce di quanto stabilito con il decreto ministeriale 8 febbraio 2001;

Considera positivamente il lavoro svolto dalle numerose associazioni di volontariato nel carcere senza le quali le condizioni di vita all’interno delle strutture penitenziarie sarebbero in condizioni peggiori di quelle, già gravissime, attuali;

Valuta il sovraffollamento, la mancanza di spazi, l’inadeguatezza delle strutture carcerarie, la mancanza degli organici e del personale civile, lo stato di sofferenza in cui versa la sanità all’interno delle carceri, una situazione contraria ai principi costituzionali e alle norme del regolamento penitenziario impedendo il trattamento rieducativo e minando l’equilibrio psico-fisico dei detenuti, con incremento, anno dopo anno, dei suicidi e di gravi malattie;

Deplora il ritardo nel superamento degli Opg, dovuto all’inerzia del Governo e a una legge di difficile attuazione, applicata poco agevolmente nelle parti relative alle dimissioni “senza indugio” degli attuali internati, per inadempienze delle Regioni e delle Asl/Dipartimenti di salute mentale (DSM);

Valuta gravemente la presenza di ostacoli che ancora non permettono alle madri e ai loro piccoli, di età compresa tra zero a tre anni, di scontare la pena detentiva in un luogo diverso dal carcere e a istituire le case famiglia protette, al di fuori delle strutture penitenziarie;

Ricorda il regolamento di esecuzione approvato con DPR 30 giugno 2000 n. 230 e la legge 22 giugno 2000 n. 193, c.d. legge Smuraglia, che stabilisce come le lavorazioni penitenziarie, sia all’interno sia all’esterno dell’istituto possano essere organizzate e gestite da imprese pubbliche o private, o da cooperative sociali;

Considera il lavoro del detenuto svolto all’interno dell’istituto alle dipendenze dell’Amministrazione penitenziaria (c.d. lavori domestici intramurali o mercede) o alle dipendenze di terzi, (c.d. lavorazioni) e il lavoro extramurario, svolto in regime di semilibertà o di lavoro all’esterno, strumenti fondamentali per l’attuazione degli scopi rieducativi che il trattamento penitenziario e – più in generale- la pena dovrebbe perseguire con l’obiettivo della risocializzazione del reo;

Valuta con critico interesse le dichiarazioni del ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri in occasione dell’approvazione del recente decreto legge sulle Carceri (decreto legge 1/7/2013 n.78) quando sottolinea che il provvedimento: “vuole favorire un cambio culturale per quanto riguarda la gestione e il trattamento dei detenuti, ricordando che il provvedimento non è uno ‘svuotacarceri‘ e che attualmente solo cinquemila detenuti svolgono attività lavorativa all’interno dei penitenziari e hanno così la possibilità di metabolizzare il passaggio in carcere, con ricadute interessanti” in termini di abbassamento del tasso di recidiva dei reati”;

Valuta positivamente la coesione territoriale e amministrativa tra enti locali e PRAP al fine di risolvere, nell’ambito delle competenze previste dalla legge, i mille problemi che avvolgono il sistema carcerario;

Il Consiglio Provinciale di Firenze

Auspica maggiore coesione tra i vari enti locali sui problemi del sistema carcerario;

Invita la Regione Toscana a provvedere non oltre la fine dell’estate alla nomina del nuovo Garante Regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale;

Invita urgentemente la commissione composta dal Capo Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, dal Direttore dell’Ufficio del lavoro dei detenuti, dalla Direzione generale per gli Istituti di prevenzione e pena, da un Ispettore generale, da un rappresentante del Ministero del Tesoro, da un rappresentante del Ministero del Lavoro e da un delegato per ciascuna delle più rappresentative organizzazioni sindacali, ad adeguare le tabelle per commisurare l’ammontare della mercede (lavoro intramurario), ferme a più di vent’anni fa;

Impegna la Giunta

A vigilare, nel rispetto delle competenze e degli ambiti di tutti i soggetti coinvolti nel definitivo superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari – anche previa emanazione di specifiche linee di indirizzo – affinché i programmi regionali siano ispirati ai principi della legge n. 180 del 1978, degli articoli 33 e seguenti della legge n. 833 del 1978 e della Carta costituzionale, superando la logica manicomiale e inaugurando percorsi innovativi di cura e di assistenza;

A concorrere per eliminare a Firenze gli ostacoli che ancora non permettono alle madri e ai loro piccoli, quelli di età compresa tra zero a tre anni, di scontare la pena detentiva in un luogo diverso dal carcere e a collaborare a istituire le case famiglia protette, al di fuori delle strutture penitenziarie, da considerarsi una forma detentiva privilegiata quando sia indirettamente coinvolto un bambino;

A vigilare affinché il lavoro penitenziario, che deve essere remunerato in misura proporzionale alla quantità e alla qualità del lavoro svolto (e non inferiore ai 2/3 della remunerazione prevista per le attività similari dai contratti collettivi nazionali) sia finalizzato alla rieducazione e abbia adeguata protezione sociale nel rispetto delle leggi vigenti;

Impegna la Presidenza del Consiglio Provinciale

A inviare il testo della presente mozione consiliare alle Presidenze di Camera e Senato, alla direzione del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP), al Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria (PRAP), alla Presidenza della Regione Toscana, ai Sindaci di Firenze, Montelupo ed Empoli, alla Direzione degli istituti penitenziari di Firenze Sollicciano, Gozzini e Meucci, dell’OPG di Montelupo, di Empoli, al Garante per i diritti dei detenuti di Firenze, ai principali sindacati delle guardie penitenziarie, agli operatori del volontariato carcerario.

La Vice Presidente
della 4^ Commissione Consiliare
(Alessandra Fiorentini)

26/07/2013 8.47
Ufficio Stampa Consiglio provinciale di Firenze

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