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Posts Tagged ‘legge delrio’

Dichiarazione di Massimo Lensi e Maurizio Buzzegoli, rispettivamente Presidente e Segretario dell’Associazione per l’iniziativa radicale “Andrea Tamburi”

Firenze, 10/03: “Basta scorrere l’elenco dei comunicati della Città Metropolitana di Firenze per capire che a settembre, quando si svolsero le elezioni di secondo grado per il consiglio metropolitano, eravamo stati facili profeti. Questo nuovo ente locale, a tutti gli effetti il primo esperimento di democrazia a porte chiuse di impianto renziano, mostra chiaramente, giorno dopo giorno, che sta facendo poco o nulla. E’ stato approvato solo il piano esecutivo di gestione (un atto dovuto); sono state affidate deleghe ai consiglieri di maggioranza senza un programma di insieme; nel silenzio generale sono state create addirittura due commissioni e i lavori dell’itinerante consiglio metropolitano si svolgono nel disinteresse dell’opinione pubblica. Un bel capolavoro.

La riforma Delrio, quella grande riforma che avrebbe dovuto garantire il risparmio e modernizzare il paese, è un fallimento. Ci sono perecchie decine di dipendenti provinciali sul territorio regionale da ricollocare e il 28 febbraio è scaduto il termine entro il quale il presidente del consiglio avrebbe dovuto adottare un decreto per regolare le procedure di mobilità del personale in soprannumero. La Regione, senza avere la necessaria copertura finanziaria, sta tentando di assorbire con legge regionale alcune delle principali funzioni delle vecchie provincie: senza uno straccio di governance di progetto e per di più snaturando il profilo costituzionale delle Regioni stesse, enti legislativi e non amministrativi. Un disastro nel disastro. La Città Metropolitana sembra solo la Bella Addormentata in attesa del suo Principe Azzurro. Al Sindaco della Metrocittà, infatti, interessa più – molto di più – governare Firenze che non il territorio provinciale. Per ora i servizi ai cittadini sono garantiti solo dall’esperienza dei dipendenti e dai bilanci della amministrazione provinciale uscente.

Seguiremo con attenzione e metodo critico i lavori di questo organo, ma siamo sempre più convinti che abolendo la partecipazione diretta dei cittadini, i risultati non potrebbero essere diversi: si è voluto creare un feticcio istituzionale e non si ha neanche il coraggio di governarlo.”

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Firenze, 29/09: L’associazione per l’iniziativa radicale fiorentina “Andrea Tamburi” si è espressa in merito ai risultati delle elezioni della nuova città metropolitana: “Con lo scrutinio più bislacco della storia repubblicana, la città metropolitana prende il via. Un risultato quello elettorale del tutto inutile per porre rimedio al pasticcio che la legge 56 ha creato, scippando i cittadini del diritto di voto riservato ora in esclusiva agli interessi della casta dei consiglieri comunali e dei Sindaci di tutti i partiti. Voto di secondo grado e ponderato, sono a tutti gli effetti gli elementi introduttivi di questa “democrazia a porte chiuse”, la città metropolitana del non-riforma Del Rio.”
Ieri i Radicali fiorentini hanno manifestato, di fronte all’entrata del seggio unico territoriale a Palazzo Medici Riccardi, contro questa Città Metropolitana. Nel volantino, distribuito ai cittadini, era spiegato che: “Dietro agli slogan sul risparmio di denaro pubblico, sull’efficienza, sulla trasparenza che hanno accompagnato l’approvazione della Legge Delrio, si nasconde una realtà ben più amara: la riduzione degli spazi di partecipazione popolare, come già avvenuto con il declassamento del Senato della Repubblica. In poche parole, si passa dal sogno mai realizzato di una democrazia diretta, alla realtà di una democrazia ridotta.”
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Dichiarazione di Maurizio Morganti, Maurizio Buzzegoli ed Emanuele Baciocchi (rispettivamente Presidente, Segretario e Tesoriere dell’Associazione per l’iniziativa radicale fiorentina “Andrea Tamburi”)

Firenze, 24/09: Domenica prossima, dopo una inesistente campagna elettorale, si voterà per il consiglio della Città Metropolitana. Un voto molto particolare per un ente ancora più particolare. Voteranno, infatti, solo i consiglieri comunali e i sindaci per dar vita a un soggetto costituzionale di cui ancora ignoriamo quali saranno le funzioni e le competenze. Sappiamo solo che sarà molto importante per il governo del territorio della provincia di Firenze da molti punti di vista. Probabilmente la Città Metropolitana sarà chiamata a governare i servizi essenziali per i cittadini, l’edilizia scolastica, la difesa del suolo e forse tante altre materie. Sappiamo anche che a governarlo, per legge, sarà il sindaco di Firenze e che i diciotto consiglieri eletti in secondo grado formeranno una sorta di supercasta della politica in grado di agire su una notevole quantità di denaro pubblico senza il necessario controllo del voto popolare a scadenza di mandato. La legge 56 che ha dato vita alla Città Metropolitana ha subito mostrato il limite di questa democrazia a porte chiuse, necessaria, si disse a suo tempo, per risparmiare e rendere efficiente la macchina amministrativa. Alla prova dei fatti, e dei calcoli, non si risparmia nulla e la macchina amministrativa rischia di bloccarsi di fronte al tiro incrociato dei veti della Regione e dei Comuni. L’ennesimo fallimento della politica del Governo e delle opposizioni di regime che però va nella direzione desiderata di declassare il ruolo dei cittadini a meri sudditi.

Per queste ragioni, confidando nella tensione civile e costituzionale dei consiglieri e dei sindaci chiamati al voto, invitiamo il corpo elettorale a disertare il voto metropolitano domenica prossima e a chiedere che si riformi la legge 56 per introdurre il voto diretto e popolare anche per quest’organo costituzionale, all’interno di un quadro di riforme vere, responsabili e serie pensate per il Paese e non per creare l’ennesima supercasta della politica.

I Radicali fiorentini della associazione Andrea Tamburi organizzeranno per domenica prossima, di fronte all’entrata del seggio unico territoriale in via Cavour (Palazzo Medici Riccardi), un presidio di dialogo con i cittadini e con i consiglieri comunali per spiegare le ragioni dell’iniziativa e aprire una vera fase costituente per una Città Metropolitana al servizio dei cittadini.

Per informazioni: Maurizio Buzzegoli- 3382318159
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Ecco la Città Metropolitana, una fantastica nuova torta da spartire nel più assoluto silenzio. Un ente di secondo livello votato solo dai 688 consiglieri comunali e sindaci dell’ex Provincia di Firenze, ma che avrà funzioni e competenze importanti per la vita di tutti i cittadini: dai rifiuti alle strade, dalle scuole all’ambiente. Dietro agli slogan sul risparmio di denaro pubblico, sull’efficienza, sulla trasparenza che hanno accompagnato l’approvazione della Legge Delrio, si nasconde una realtà ben più amara: la riduzione degli spazi di partecipazione popolare, come già avvenuto con il declassamento del Senato della Repubblica. In poche parole, si passa dal sogno mai realizzato di una democrazia diretta, alla realtà di una democrazia ridotta. Dopo una campagna elettorale inesistente, oggi nasce una super-Casta di amministratori che avrà come unica ambizione la spartizione della Torta Metropolitana sulla base di equilibri di potere e sottopotere.

Noi radicali dell’associazione “Andrea Tamburi” abbiamo costituito un presidio nonviolento durante le votazioni, all’esterno di Palazzo Medici Riccardi. Un presidio di “conoscenza” per denunciare ai cittadini la pseudoriforma del ministro Delrio.

APPUNTAMENTO DOMENICA 28 SETTEMBRE ALLE ORE DIECI SOTTO PALAZZO MEDICI RICCARDI, VIA CAVOUR, FIRENZE.

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Firenze,08/09: E’ scaduto oggi il termine per la presentazione delle liste per il futuro consiglio della città metropolitana. I radicali Maurizio Buzzegoli ed Emanuele Baciocchi, rispettivamente segretario e tesoriere dell’Associazione “Andrea Tamburi”, sono intervenuti sull’argomento: <<Purtroppo per i cittadini, quella della composizione di tali liste è stata una fase, come lo saranno le successive relative alla città metropolitana, esclusivamente riservata agli “addetti ai lavori”:le direzioni dei partiti hanno lavorato febbrilmente per ricreare gli equilibri partitocratici esistenti, sia interni che esterni, nella forma “compressa” del consiglio metropolitano, che sarà composto da appena 18 unità. Un consiglio chiamato a redigere lo Statuto della futura città metropolitana, un’istituzione di secondo livello solo perché non eletta direttamente dal popolo, ma di primissimo livello quanto a responsabilità, aree di influenza, competenze e poteri>>. Infine i due esponenti radicali denunciano la riduzione degli spazi democratici con l’attuazione della legge 56:<<Lo slogan del risparmio di denaro pubblico, altro non è che la realizzazione della partitocrazia 2.0, degna prosecuzione del sessantennale e antidemocratico dominio dei partiti sulla vita della società italiana>>.
Per informazioni: 3382318159 -Maurizio Buzzegoli
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Dal sito di Radicali Italiani (link)

Dichiarazione congiunta di Rita Bernardini (Segretaria di Radicali italiani) e di Massimo Lensi (radicali storico, già consigliere provinciale a Firenze)

La legge 56/2014, cosiddetta legge Delrio, sulle Città metropolitane, province, unioni e fusioni di comuni, apre uno scenario nuovo sulle forme di governo del territorio nel nostro Paese. Nuovo, ma tristemente in sintonia con la progressiva riduzione dei diritti politici e civili dei cittadini pericolosamente in via di perfezionamento. L’abolizione dei consigli elettivi di Province e l’attuazione delle Città metropolitane come ente di secondo livello, va, infatti, di pari passo con le ipotesi di abolizione del Senato elettivo e di riduzione del numero dei deputati (escludendo così ogni possibilità di riforma elettorale maggioritaria uninominale con piccoli collegi), così come con il già operato taglio di un terzo del numero dei consiglieri comunali.

Noi Radicali sosteniamo da sempre che non è tagliando i posti della politica che si risolvono i gravi problemi del nostro Paese. Al contrario, riteniamo che occorra rispondere alle richieste dell’antipolitica e al malgoverno ripristinando la pienezza della politica. Anche nel campo amministrativo, l’evoluzione delle aree vaste ha necessità di politiche chiare e trasparenti nell’allocazione delle competenze tra enti  con il fine di snellire e ridurre al minimo i problemi per i cittadini nell’erogazione dei servizi pubblici essenziali: acqua, rifiuti, strade, scuole.

La legge 56, invece, segna una svolta peggiorativa nell’evoluzione del sistema delle autonomie e bene fanno tutti coloro che tentano di modificare l’assetto elettivo delle nuove province e delle città metropolitane chiedendo di tornare a un sistema di elezione diretta dei consiglieri da parte dei cittadini.

E’ bene sapere, però, che  le modifiche in tal senso sono in mano al solo potere legislativo.  Infatti, stante la ratio della legge 56, non possono esserci più di due enti sovrapposti direttamente eletti nel territorio delle grandi aree. La possibilità di prevedere nello statuto della città metropolitana l’elezione diretta degli organi rimanda altresì alla necessaria suddivisione del comune capoluogo in una pluralità di comuni e nel caso delle sedi di città metropolitane superiori a tre milioni di abitanti (Milano, Roma e Napoli) la legge prevede la costituzione, d’intesa con la Regione, di zone omogenee e che, in coerenza con lo statuto, il comune capoluogo stesso abbia effettivamente realizzato la ripartizione del territorio in zone dotate di autonomia amministrativa. In sostanza e chiaramente, la legge 56 decreta l’impossibilità di prevedere l’elezione diretta delle città metropolitane.

In attesa del definitivo D.P.C.M. attuativo della legge 56 e dell’accordo in Conferenza unificata per l’individuazione definitiva delle funzioni che dalle vecchie province dovrebbero passare ad altri enti, non possiamo altro che constatare come la legge Delrio sia una pessima legge con tratti palesi di incostituzionalità, una delle peggiori del nostro ordinamento, e annunciare che stiamo esplorando tutte le possibilità per ricorrere, anche di fronte alle corti internazionali, contro l’ennesimo scempio democratico in corso nel nostro Paese.

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