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Posts Tagged ‘napolitano’

Firenze,09/10: Si è svolta questa mattina la conferenza stampa sull’iniziativa “8 ottobre in carcere” promossa dall’Associazione per l’iniziativa radicale fiorentina “Andrea Tamburi” che ha visto l’organizzazione di visite ispettive non programmate all’interno di alcuni istituti penitenziari della Toscana per commemorare l’anniversario del messaggio alle Camere del Presidente Napolitano. I consiglieri regionali Boretti, Saccardi, Russo, Romanelli, Brogi, Lastri hanno visitato le carceri di Sollicciano, Pisa e Prato riscontrando non pochi problemi riguardanti i diritti umani fondamentali: assenza del diritto alla salute, acqua fredda, violazione delle norme igienico-sanitarie  e la quasi inesistenza di programmi di rieducazione. Maurizio Buzzegoli, segretario dell’Associazione radicale “Andrea Tamburi”, ha dichiarato: <<Ad un anno dal messaggio di Napolitano, la politica non intende ammettere che gli unici provvedimenti in grado di risolvere l’annoso problema del sistema penitenziario siano i provvedimenti di amnistia e indulto: il piano carceri messo in campo da Renzi e Orlando viene sconfessato quotidianamente da notizie che confermano l’illegalità del Paese>>. Buzzegoli rimarca sui provvedimenti presi dal Governo Renzi: <<Il problema delle carceri italiane non si limita al sovraffollamento ma ai trattamenti inumani e degradanti perpetuati ai danni dei detenuti e del personale del carcere. Una seria, civile, democratica e strutturale riforma della Giustizia è obbligata ad iniziare dai provvedimenti di clemenza auspicati da Napolitano>>. Infine l’esponente radicale lancia un invito al Presidente Rossi:<<Serve un consiglio regionale straordinario sul tema carceri>>.

 

A questo link la registrazione della conferenza stampa

 

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Ieri, 4 marzo, alla Camera dei Deputati è stato discusso e approvato (305 voti a favore contro 105 contrari), il documento formulato dalla Commissione Giustizia sul messaggio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dell’ 8 ottobre scorso (e quindi non direttamente il messaggio del Presidente).
Dal documento approvato emerge che, solo dopo aver provato una serie di ricorsi meramente “palliativi” al problema del sovraffollamento e della giustizia, non si esclude che si faccia ricorso a provvedimenti come l’amnistia e l’indulto.
Invece, come sappiamo bene, i contenuti del messaggio di Napolitano non parlavano di “possibilità” di prendere in considerazione i provvedimenti di clemenza, ma di “obbligo” perché gli unici in grado di ripristinare lo stato di diritto, la legalità, la democrazia nel nostro Paese.
Mancano solo 84 giorni all’ ultimatum imposto dalla CEDU dopo la sentenza pilota Torreggiani e, dal Parlamento, personaggi singolari come la responsabile giustizia del PD, Alessia Morani, piuttosto che gran parte del M5S, sembrano non capire le parole del Presidente e l’importanza di rispettare quella sentenza.
Proprio per questo, per ricordare che mancheranno solo 80 giorni al 28 maggio, sabato 8 marzo a partire dalle ore 11.00 è previsto davanti al carcere di Sollicciano un sit-in nonviolento durante il quale verrà aperto il nostro striscione con la scritta “Amnistia”.

Inoltre, sempre nell’ordine delle iniziative radicali fiorentine, domenica 9 marzo dalle ore 10.30 si terrà in via dei Della Robbia (nei pressi del Consolato della Repubblica Popolare Cinese) un presidio nonviolento per ricordare la strage di migliaia di cittadini tibetani avvenuta il 10 marzo 1959 ad opera del governo di Pechino. In questo 55° anniversario dell’insurrezione di Lhasa, chiederemo un cambio di tendenza non solo per il popolo tibetano ma per tutta la popolazione cinese. 

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Il prossimo 25 dicembre verrà organizzata a Roma la terza marcia per l’amnistia. Aspettando Natale, a Firenze, continueremo a manifestare per la proposta di amnistia e indulto e a pubblicizzare al massimo la marcia, sperando di raccogliere tutte le adesioni per chi vorrà riconquistare lo Stato di Diritto : proprio per questo, il prossimo sabato, 14 dicembre, a partire dalle ore 10 faremo un walk-around sui marciapiedi del centro storico fiorentino, vestiti (per chi vuole) da babbo natale. Il ritrovo sarà in piazza San Marco per poi proseguire per via Cavour,via Martelli,piazza Duomo,via Calzaiuoli,piazza della Signoria,piazza San Firenze,via del Proconsolo per arrivare in piazza Duomo davanti alla sede della Presidenza della Regione.

 Vi informo,inoltre, che da Firenze noleggeremo un bus (o altro mezzo) per la giornata del 25,sperando di limitare i costi del viaggio: per questo vi consiglio fin da subito di inviare lo vostra prenotazione all’ indirizzo marciadinatale.prenotazionibus@gmail.com specificando il numero di persone e i contatti.
Di seguito, il testo-appello della marcia di Natale:
Comitato Promotore Marcia di Natale 2013 per l’Amnistia, la giustizia, la libertà
Dopo il Messaggio del Presidente della Repubblica Napolitano, dopo quanto affermato dalla Corte Costituzionale nelle motivazioni di una sua recente sentenza, non ci sono più alibi per non fare ciò che è un obbligo fare se vogliamo che il nostro Paese interrompa la flagranza criminale in cui si trova da troppo tempo per le condizioni inumane e degradanti nelle nostre carceri e per le condizioni della nostra Giustizia, massacrata dall’insopportabile zavorra della sua decennale “irragionevole durata dei processi”.
L’8 ottobre scorso, nel suo Messaggio alle Camere, il Presidente Napolitano, dopo aver ricordato tutta una serie di misure legislative e amministrative da perseguire congiuntamente, scriveva:
 
(…) “Tutti i citati interventi – certamente condivisibili e di cui ritengo auspicabile la rapida definizione – appaiono parziali, in quanto inciderebbero verosimilmente pro futuro e non consentirebbero di raggiungere nei tempi dovuti il traguardo tassativamente prescritto dalla Corte europea.  Ritengo perciò necessario intervenire nell’immediato (il termine fissato dalla sentenza “Torreggiani” scadrà, come già sottolineato, il 28 maggio 2014)con il ricorso a “rimedi straordinari”.”(…)
Il 22 novembre scorso, la Corte Costituzionale, nel depositare le motivazioni della sentenza n. 279/2013, riferendosi alla sentenza Torreggiani e alla scadenza del 28 maggio 2014 dalla Corte EDU, scriveva:
(…) “È da considerare però che un intervento combinato sui sistemi penale, processuale e dell’ordinamento penitenziario richiede del tempo mentre l’attuale situazione non può protrarsi ulteriormente e fa apparire necessaria la sollecita introduzione di misure specificamente mirate a farla cessare.” (…)
 
Insomma, NON C’E’ PIU’ TEMPO, un provvedimento di AMNISTIA e di INDULTO è strada obbligata se vogliamo smetterla con le torture di Stato in carcere e con la Giustizia negata, perché troppo “irragionevolmente” lunga.
La proposta di Marco Pannella di Marciare il giorno di Natale da San Pietro alla Sede del Governo a Palazzo Chigi, vede formarsi in queste ore un autorevole Comitato di promozione della Marcia.
Perché partiamo da San Pietro, cioè dalla sponda destra del Tevere?  “«Anche Dio è un carcerato, non rimane fuori dalla cella», «è dentro con loro, anche lui è un carcerato” – Non solo perché Papa Francesco ha pronunciato frasi così significative incontrando i cappellani penitenziari  ma, soprattutto, perché proprio all’inizio del suo mandato ha fattodue gesti concreti: ha abolito l’ERGASTOLO all’interno dello Stato Vaticano e ha introdotto nell’ordinamento dello stesso il REATO DI TORTURA, cosa che in Italia ancora non si è fatta a distanza di venti anni dalla firma della Convenzione ONU.
Perché arriviamo davanti a Palazzo Chigi? Per aiutare il Governo e la Ministra Annamaria Cancellieri a svolgere un ruolo di impulso, attivo, nei confronti di un Parlamento, che sembra aver lasciato cadere nel vuoto il messaggio di Napolitano. D’altra parte, a giugno, era stata proprio la guardasigilli a dire “L’amnistia è imperativo categorico morale. Dobbiamo rispettare la Costituzione”.
Primo elenco dei promotori della Marcia di Natale
Don Antonio Mazzi, fondatore delle comunità Exodus
Don Ettore Cannavera, Presidente dei cappellani penitenziari sardi
Eugenio Sarno, Segretario della Uil penitenziaria
Luigi Manconi, Presidente Commissione Diritti Umani del Senato
Patrizio Gonnella, Presidente Associazione Antigone
Marco Arcangeli, Presidente Camere Penali di Rieti
Salvo Fleres, già Garante dei diritti dei detenuti per la Regione Siciliana,
Angiolo Marroni, Garante diritti dei detenuti della Regione Lazio
Stefano Anastasia, presidente onorario Associazione Antigone
Sandro Gozi, deputato Pd, doppia tessera radicale
Valerio Spigarelli, Presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane (UCPI)
Ristretti Orizzonti
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COMUNICATO STAMPA

Firenze, 21/11 –  I radicali fiorentini dell’associazione “Andrea Tamburi” questa mattina hanno organizzato un presidio nonviolento all’esterno dell’ Istituto Penale Minorile “Meucci”  di Firenze per chiedere amnistia e indulto ma anche l’abolizione dell’ergastolo e l’introduzione del reato di tortura. L’iniziativa è avvenuta in contemporanea davanti ad altre carceri italiane. <<Riteniamo gravissimo – hanno dichiarato il segretario e tesoriere dell’associazione “A.Tamburi”, Maurizio Buzzegoli ed Emanuele Baciocchi- che le proposte del Presidente Napolitano siano cadute nel “dimenticatoio parlamentare” in nome di qualche populismo e demagogia. E, nonostante la quasi quotidiana condanna dalle corti europee, paradossalmente, i tribunali italiani continuano ad emanare sentenze  che prevedono di far scontare le pene in luoghi fuorilegge, trasformando la stessa pena in tortura di Stato>>. I due radicali concludono precisando l’ obiettivo della lotta: <<La nostra proposta di una giustizia giusta, che vede Marco Pannella impegnato in uno sciopero totale della fame e della sete, riguarda tutti i cittadini, non solo quelli inquisiti perchè l’amnistia e l’indulto sono le pietre angolari per la ripresa del Paese, per il ripristino della legalità costituzionale ed europea e dello Stato di Diritto>>.

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Giovedì 21 novembre 2013, a partire dalle ore 9:30,  l’associazione “Andrea Tamburi” organizzerà un sit-in nonviolento all’esterno dell’ Istituto Penitenziario Minorile “Meucci” (via Orti Oricellari, 18) per chiedere quanto prima la ripresa dei lavori parlamentari su amnistia e indulto così come consigliato dal Presidente della Repubblica nel messaggio alle Camere dello scorso 8 ottobre.

Parallelamente all’iniziativa fiorentina, anche davanti ad altre carceri italiane, avranno luogo manifestazioni simili, sempre organizzate da associazioni radicali.

Come preludio a questa manifestazione, per assicurare una maggior partecipazione, dopodomani, mercoledì 20 novembre, a partire dalle 9.30 (per circa 2h) ci incontreremo davanti al carcere di Sollicciano per un volantinaggio informativo.

Vi aspettiamo!

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Firenze, 14/11 – Anche i radicali fiorentini dell’associazione radicale “Andrea Tamburi” hanno aderito all’ iniziativa nonviolenta promossa da Marco Pannella e Rita Bernardini per chiedere una rapida calendarizzazione dei lavori parlamentari sui provvedimenti di amnistia e indulto. <<Il messaggio alle Camere del Presidente Napolitano è misteriosamente caduto nel “dimenticatoio parlamentare” – hanno dichiarato il segretario ed il tesoriere dell’ associazione, Maurizio Buzzegoli ed Emanuele Baciocchi-  Anche da Firenze vogliamo lanciare il nostro sostegno alla battaglia di Marco Pannella che si trova in sciopero totale della fame e della sete dallo scorso 11 novembre perchè risolvere il problema della giustizia, e della sua appendice ultima delle carceri, significa ristabilire (o cominciare a stabilire) lo Stato di diritto, significa ricominciare (o cominciare) a rispettare la Costituzione, significa uscire da una situazione tecnicamente criminale e criminogena che attanaglia il nostro Paese>>. Buzzegoli e Baciocchi proseguono ricordando la drammatica situazione delle carceri toscane: << Al 31 dicembre 2012, il tasso di sovraffollamento carcerario nei penitenziari toscani era del 127,2%; che un’indagine dell’Azienda Regionale di Sanità toscana, condotta su 3/4 delle persone detenute nella nostra regionale, ha certificato che il 33,2% di costoro soffre di patologie psichiatriche, in larga parte dovute a patologie derivanti dalla tossicodipendenza. La nostra Regione soffre dunque degli effetti dell’attuale legge sulla criminalizzazione dell’uso delle sostanze stupefacenti (Legge Fini-Giovanardi) e, con 2286 (su 4148) persone straniere detenute, delle leggi sull’immigrazione clandestina (Bossi-Fini e legge 94 del 2 luglio 2009)>>. I due radicali concludono auspicando un atto di democrazia del Parlamento: <<Con la nostra azione nonviolenta, vogliamo essere d’aiuto al Presidente Napolitano, al Parlamento, a tutte le Istituzioni nazionali affinché possano rientrare nella legalità entro il termine ultimo imposto dall’Europa>>.
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SCIOPERO DELLA FAME E DELLA SETE DI MARCO PANNELLA: INVITIAMO TUTTE LE COMPAGNE E I COMPAGNI A INVIARE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, GIORGIO NAPOLITANO, UNA MISSIVA AFFINCHE’ INTERVENGA!

Come la maggior parte di voi saprà, Marco Pannella è in sciopero totale della fame e della sete per “ottenere che lo Stato italiano interrompa la flagranza tecnicamente criminale in termini di diritto internazionale e della “ex” Costituzione italiana. Mentre continuano ad arrivare conferme dalla giurisdizione europea, abbiamo fornito lo strumento perchè questo possa accadere formalmente in dieci giorni. Come episodio enorme, storico, dopo 30 anni di tradimento ed illegalità”.
Serve che ognuno di noi, si mobiliti sul web (facebook, twitter, etc.) per far conoscere le ragioni della battaglia nonviolenta di Pannella, che sta ponendo a repentaglio la propria vita nella totale indifferenza delle istituzioni e dei media. Via twitter l’hashtag  #IostoconMarco è stato diffuso poco prima della trasmissione mentre su Facebook i messaggi (nove, di diversa tipologia) inviati dalla pagina Radicali poco prima e poco dopo la diretta della conversazione settimanale.   A fronte di questa straordinaria mobilitazione è necessario ed urgente che in queste ore ci sia il massimo della mobilitazione da parte di ciascuno e di tutti per cercare personalità che dicano sono disponibile ad essere candidato nelle liste Amnistia Giustizia Libertà.
Potete anche inviare una lettera al Presidente Napolitano all’indirizzo presidenza.repubblica@quirinale.it, o via web all’indirizzo https://servizi.quirinale.it/webmail/ , con un testo uguale o simile a questo:
Egregio Presidente,
spero che qualcuno della presidenza possa comunicarle l’urgenza e la situazione estrema con la quale Pannella sta incarnando la drammatica e illegale situazione delle carceri e della giustizia. Un suo intervento con un messaggio alle Camere potrebbe restituire speranza ai cittadini detenuti e consentire quel dibattito pubblico che Pannella con la sua estrema lotta nonviolenta vuole tentare di disseppellire.
Sarebbe vitale per il diritto e non solo.
Egregio Presidente, Lei che è il massimo garante della Costituzione, un testo meraviglioso e completo, prenda coraggio e nell’arco di poche ore cominci a ristabilire la Democrazia in questo Paese.
La ringrazio per l’attenzione e la prego di intervenire come la Costituzione le consente.
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Di seguito, proponiamo la lettera che la compagna Laura Arconti ha già inviato a Napolitano:

Presidente Napolitano… Marco era da lei il 18 luglio 2011, ricorda? E (lo vede dalla fotografia) si accalorava mentre le spiegava appassionatamente i motivi che oggi lo costringono a n…

on mangiare e non bere: i diritti dei carcerati che vivono una tortura quotidiana, i diritti dei cittadini italiani ridotti a sudditi privi di democrazia…Presidente Napolitano, lei é nato come me nel giugno 1925. Era un anno in cui gli uomini liberi erano costretti a lasciare la Patria in cerca di diritti e di democrazia, l’anno del “Non mollare!”: noi siamo vecchi, Presidente, dovremmo essere saggi. Mandi questo MESSAGGIO ALLE CAMERE che Marco le chiede: non per sé ma per tutti noi, per la democrazia, per la Repubblica.Eppure l’anno scorso, nel Convegno al Senato, promosso dai Radicali, Lei parlò della situazione per la quale Marco Pannella non beve da sette giorni – CENTOCINQUANTUNO ORE, Signor Presidente – e la definirì «questione di prepotene urgenza». Da allora sono passati 17 mesi… diciassette mesi più questi ultimi sette giorni, in cui la sete di libertà e di giustizia sta prosciugando la vita di un Uomo cui l’Italia deve molto. Un Uomo di cui la Repubblica ha ancora bisogno, Signor Presidente!
E quella del senatore radicale, Marco Perduca:
Onorevole Presidente,
come sa Marco Pannella e’ giunto al sesto giorno di sciopero totale della fame e della sete. Si tratta del rilancio della sua lotta pel rispetto della legalita’ costituzionale, quella stessa legalita’ costituzionale che dovrebbe

esser guida del supremo garante della Costituzioni e dei vertici della Repubblica italiana. Come sa, su consiglio del suo collegio medico, da sabato mattina Marco Pannella e’ ricoverato in clinica dove pero’ ha deciso di proseguire la sua lotta nonviolenta perche’ non esistono le condizioni perche’ essa possa esser sospesa o convertita in altro. Ritengo una mancanza di rispetto verso il Suo ruolo il solo poterLe suggerire quali possano essere le condizioni che potrebbero vedere corrisposte le richieste di Pannella, come riterrei altrettanto offensivo, nei confronti di chi da una vita da’ corpo alla speranza di chi ancora ritiene che sia la forza della Legge il principio cardine della nostra Repubblica, che un segnale di pubblica o privata attenzione si circoscrivesse esclusivamente all’invito a desistere dalla lotta in corso. Pannella ha insegnato, in primis ai Radicali, ma anche a milionidi di individui di buona volonta’ in Italia e in tutto il mondo, che quando si ricerca la verita’, non quella colla “v” maiuscola, ma quella che e’ frutto di lotte storiche che hanno portato alla codificazione di diritti a livello internazionale, occorre fare quel che si deve perche’ accada quello che puo’. Ecco e’ nelle sue prerogative istituzionali, ma sicuramente non politiche – perche’ contrariamente a quanto possiamo apprezzare quotidianamente Ella non ne ha – poter far accadere qualcosa per cui si riconosca la patente flagranza criminale della nostra Repubblica e, ma non solo a parole, si adottino le necessarie misure per avviare una minimissima riduzione del danno recato alla vita del Diritto e quindi al diritto alla vita di chi si trova oggi a essere sul suolo italiano. Occorre una pubblica ammenda, occorre una pubblica riparazione, e occorrono urgentissimamente. La tanto da Pannella invocata amnistia e’ necessaria e urgente, non tanto per le carceri – che pur restano un luogo di morte e tortura quotidiane – quanto per le nostre istituzioni e per chi, a oggi, non si e’ voluto far carico di questo stato delle cose. Coi miei migliori auguri per i prossimi giorni,
sen. Marco Perduca co-vicepresidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito membro, Commissione giustizia segretario, Commissione speciale per la tutela dei diritti umani

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