Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘rems’

GO NEWS

TOSCANA TV

RADIO RADICALE

 

Read Full Post »

Mercoledì 27 gennaio una delegazione di radicali dell’Associazione “Andrea Tamburi” composta da Massimo Lensi, Maurizio Buzzegoli ed Emanuele Baciocchi, effettuerà una visita all’interno dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo F.no.
Al termine della visita, alle ore 12.00, è prevista una conferenza stampa all’esterno della struttura (viale Umberto I nr. 42, Montelupo Fiorentino).
opg_montelupo

Read Full Post »

Sabato 21 novembre 2015, a partire dalle ore 15,30 si terrà presso i locali dell’ ADUC (via Cavour, 68 – Firenze) una riunione dell’Associazione per l’iniziativa radicale fiorentina “Andrea Tamburi”.
I temi che verranno affrontati riguarderanno le novità in merito al superamento degli OPGil XIV Congresso di Radicali Italianil’organizzazione del XVI Congresso dell’Associazione “Andrea Tamburi” e l’evoluzione della campagna per il Diritto umano alla conoscenza.
Riguardo quest’ultimo punto, informiamo che dalla mezzanotte di venerdì 13 novembre dirigenti e militanti radicali hanno deciso di intraprendere un digiuno di dialogo con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sugli obiettivi proposti da Marco Pannella e fatti propri dal Partito Radicale.
Tra questi obiettivi, oltre alla codificazione in sede ONU del Diritto alla conoscenza per la transizione allo Stato di Diritto, troviamo anche la richiesta di completare il plenum della Corte Costituzionale e la cessazione delle violazioni alla Convenzione europea dei diritti dell’Uomo e al Diritto comunitario.
Anche il segretario della “Tamburi”, Maurizio Buzzegoli, ha aderito per quattro giorni all’iniziativa nonviolenta in corso, dalla mezzanotte di lunedì 16 novembre.
P1010010

Read Full Post »

SIN2153

Read Full Post »

Dichiarazione di Massimo Lensi e di Maurizio Buzzegoli, rispettivamente presidente e segretario dell’Associazione per l’iniziativa radicale “Andrea Tamburi”

Firenze, 18/03: “Una delle Rems toscane (residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza), le strutture previste dalla legge 81/2014 per il superamento degli Opg, sarà nella clinica Villanova, di proprietà di Unipol. Questa struttura privata nella colline sopra Careggi, a Firenze, dovrebbe accogliere gli internati più difficili, i cosiddetti “non dimissibili”, provenienti dall’Opg di Montelupo. Una scelta, quella della regione Toscana, seguita anche in altre regioni, che pone più di un dubbio e solleva qualche timore.

L’affidamento al privato-sociale (o addirittura al privato mercantile) modifica non poco l’impianto culturale che sottende il superamento delle strutture giudiziarie per i malati di mente autori di reato. Cambia il luogo di reclusione, certo, le strutture saranno meno fatiscenti e più specializzate, ma allo stesso tempo con la gestione affidata al privato-sociale il rischio di andare incontro a fenomeni di allungamento della degenza per mantenere i finanziamenti, con una presa in carico vitalizia a opera dei servizi psichiatrici, è alta.

Non nutriamo dubbi sull’efficenza di una struttura come quella individuata dalla regione Toscana, ed è vero che l’incertezza che cova dietro a queste Rems in affidamento è tutta da provare, però si sta correndo un rischio concreto: quello di andare incontro alla creazione di veri e propri mini-Opg privati.

La legge 81/2014 con la misura di affidamento ai servizi sociali costituisce un passo in avanti nella riduzione delle misure reclusive totalizzanti, ma, mantenendo inalterato il concetto di pericolosità sociale, non cambia l’essenza della modalità di risoluzione della questione.Ancora quel salto culturale, necessario nella società, per condividere in pieno l’importante novità del superamento degli Opg, non c’è stato. La società, e con essa il legislatore, non è realisticamente pronta. Se nel tempo l’attenzione politica e legislativa si è spostata dalla malattia al malato, dalla pericolosità al disagio, e dalla punizione alla rieducazione, nella società i corpi degli psichiatrizzati e dei carcerati sono rimasti comunque esclusi e imprigionati.

Auspichiamo, quindi, per superare concretamente il metodo Opg, la nascita nelle Rems di un forte sistema di cogestione tra il privato sociale, l’azienda sanitaria e i servizi sociali, dei fondi provenienti dal sistema socio-sanitario in modo che tutto venga coordinato e deciso collettivamente a misura di paziente. E sopratutto aperto al controllo di una società in evoluzione.”

10960341_10205726626066459_3104243006146061066_o

Read Full Post »

Firenze,21/02: I radicali fiorentini dell’Associazione per l’iniziativa radicale “Andrea Tamburi” hanno manifestato davanti la sede della Regione Toscana in piazza Duomo a Firenze per chiedere chiarezza e trasparenza sulle sorti dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo F.no. <<Abbiamo appreso che recentemente la Regione Toscana ha sottoposto ai Ministeri della Salute e della Giustizia la proposta di trasferire gli internati dell’OPG di Montelupo F.no in una struttura appartenente all’amministrazione penitenziaria di Massa Marittima -hanno dichiarato Massimo Lensi, già consigliere provinciale e membro del Comitato nazionale di Radicali Italiani, e Maurizio Buzzegoli, segretario dell’Associazione “Andrea Tamburi” e membro della Direzione nazionale di Radicali Italiani- se questo progetto andasse in porto, agli internati, per l’ennesima volta, sarebbe negata la possibilità di scontare la pena in una struttura sanitaria con adeguati percorsi terapeutici>>. Intanto, sabato 28 febbraio, si terrà proprio a Montelupo F.no (presso il circolo “il Progresso”) il XV Congresso dell’Associazione “Andrea Tamburi” al quale parteciperà anche il leader storico dei Radicali, Marco Pannella.
10960341_10205726626066459_3104243006146061066_o

Read Full Post »

Pubblichiamo l’intervento di Massimo Lensi (Comitato Nazionale di Radicali Italiani) apparso il 12 gennaio 2015 su Notizie Radicali

Vi sarebbero ora modi certi e definiti per procedere al superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (Opg). Definiti dalle leggi e dal buon senso. A Montelupo Fiorentino, dentro l’antico complesso, si attende di sapere il destino dei 121 internati (in aumento rispetto a un anno fa), ma anche degli addetti sanitari e degli agenti di custodia. La materia è di quelle articolate. Un groviglio di progetti fa da sfondo al tramonto definitivo degli Opg previsto per il 31 marzo. Ho visitato qualche giorno fa l’Opg di Montelupo; una struttura divisa in due, ma idealmente legata a doppio filo: da una parte l’amministrazione nell’antica villa Medicea dell’Ambrogiana, dall’altra le ex-scuderie dove sono custoditi gli internati. Non si possono fare progetti sulla prima, senza conoscere il futuro della seconda. A meno di tre mesi dalla chiusura, senza considerare le possibili proroghe dell’ultimo minuto, si prova ancora un forte senso di incertezza sul domani. Incertezza sulla destinazione d’uso degli edifici e sul trasferimento degli internati, almeno dei cosiddetti non-dimissibili (i casi più gravi), verso le nuove residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems).

Non si deve dimenticare, però, che la Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 52. Sappiamo che resta da modificare il Codice Penale per abolire definitivamente l’Opg e la logica del “doppio binario” tra carcere e ospedale psichiatrico. La nuova legge stabilisce intanto che i magistrati devono adottare misure alternative all’internamento in Opg e che la pericolosità sociale non può essere dichiarata, o confermata, solo perché la persona è emarginata, priva di sostegni economici o non è stata presa in carico dai servizi sociosanitari. E ancora la nuova legge pone limiti precisi alle proroghe della misura di sicurezza (all’origine dei troppi ergastoli bianchi), stabilendo che questa non può essere superiore alla durata della pena per quel reato. Infine, obbliga le regioni a presentare i progetti terapeutico-riabilitativi individuali per gli internati, per consentire le loro dimissioni attraverso la presa in carico da parte dei servizi socio-sanitari, ribaltando l’attuale prevalenza della custodia perimetrale a vantaggio degli obiettivi terapeutici e di reinserimento sociale.

L’impressione è che a Montelupo si stia giocando un braccio di ferro tra il vecchio e il nuovo, in cui i numerosi soggetti istituzionali coinvolti sono in affanno alla ricerca della soluzione economicamente più idonea. Fa riflettere anche la completa assenza in Toscana di un dibattito politico sul rapporto tra crimine e psichiatria e tra territorio e reinserimento del reo (“il pazzo cattivo”): per superare definitivamente gli Opg, strutture che il presidente Napolitano, solo qualche mese fa, definì orrori inconcepibili in qualsiasi Paese appena civile.

Foto Lensi

Read Full Post »

Older Posts »