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Firenze, 26/12: Si è svolta ieri a Roma la III marcia per l’amnistia, la giustizia e la libertà promossa dal Partito Radicale e che ha visto la partecipazione di personaggi della politica, del mondo religioso,della cultura oltre che quello penitenziario . Da San Pietro a Largo Chigi ha sfilato anche una delegazione di radicali fiorentini dell’ associazione “Andrea Tamburi” (foto) i quali hanno anche intonato un coro per chiedere al Sindaco e neo-segretario del PD, Matteo Renzi, di “cambiare- verso” sui provvedimenti di amnistia e indulto. Massimo Lensi, consigliere provinciale radicale, e Maurizio Buzzegoli, segretario dell’ associazione “Tamburi”, anch’essi presenti alla marcia, hanno dichiarato: <<L’amnistia e l’indulto risolverebbero immediatamente le infami e illegali condizioni delle carceri e della giustizia italiana. Entrambi i provvedimenti sarebbero l’opportunità per il nostro Paese per riconquistare quello stato di diritto che abbiamo perso da anni>>. I due esponenti radicali concludono lanciando un monito a Renzi: << Il Sindaco, prima non firmando i nostri quesiti referendari sulla giustizia e poi non rinnovando la sua apertura al provvedimento di amnistia, ha perso l’ennesima occasione per cambiare in meglio sia il suo partito che l’intero Paese>>.
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SOLLICCIANO, MARCIA DEI RADICALI SABATO MATTINA A FIRENZE
In fila indiana con partenza da piazza San Marco: “Abbiamo in mente i detenuti della città, dell’Opg di Montelupo e delle carceri toscani. Fare un passi avanti per l’amnistia”

Una marcia a Firenze, sabato mattina 14 dicembre, in fila indiana, con partenza da piazza San Marco fino a Palazzo Sacrati Strozzi, in piazza Duomo, con variazione verso Palazzo Vecchio, per chiedere l’amnistia per i detenuti. “Abbiamo in mente i carcerati di Sollicciano, dell’Opg di Montelupo, che devono essere destinari di misure alternative più umane, e degli altri penitenziari toscani”, dichiarano Massimo Lensi, consigliere provinciale, e gli altri esponenti radicali Maurizio Buzzegoli e Emanuele Baciocchi. I tre radicali ricordano innanzitutto che l’amnistia serve a far rientrare lo Stato italiano nella legalità “rispettando i precetti dell’art. 27 della Carta costituzionale”.
Il 25 dicembre, giorno di Natale, i radicali italiani hanno organizzato a Roma una marcia per l’amnistia a cui fino ad oggi hanno aderito, da Firenze, la Dott.ssa Michelini, direttrice dell’istituto Gozzini, e don Vincenzo Russo, cappellano di Sollicciano. I radicali rivolgono “un pressante appello al Presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci e al Governatore della Regione Toscana Enrico Rossi affinché aderiscano alla marcia contribuendo a questa battaglia di civiltà istituzionale nel nostro Paese”.

12/12/2013 15.30
Provincia di Firenze – Ufficio Stampa Consiglio

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Il prossimo 25 dicembre verrà organizzata a Roma la terza marcia per l’amnistia. Aspettando Natale, a Firenze, continueremo a manifestare per la proposta di amnistia e indulto e a pubblicizzare al massimo la marcia, sperando di raccogliere tutte le adesioni per chi vorrà riconquistare lo Stato di Diritto : proprio per questo, il prossimo sabato, 14 dicembre, a partire dalle ore 10 faremo un walk-around sui marciapiedi del centro storico fiorentino, vestiti (per chi vuole) da babbo natale. Il ritrovo sarà in piazza San Marco per poi proseguire per via Cavour,via Martelli,piazza Duomo,via Calzaiuoli,piazza della Signoria,piazza San Firenze,via del Proconsolo per arrivare in piazza Duomo davanti alla sede della Presidenza della Regione.

 Vi informo,inoltre, che da Firenze noleggeremo un bus (o altro mezzo) per la giornata del 25,sperando di limitare i costi del viaggio: per questo vi consiglio fin da subito di inviare lo vostra prenotazione all’ indirizzo marciadinatale.prenotazionibus@gmail.com specificando il numero di persone e i contatti.
Di seguito, il testo-appello della marcia di Natale:
Comitato Promotore Marcia di Natale 2013 per l’Amnistia, la giustizia, la libertà
Dopo il Messaggio del Presidente della Repubblica Napolitano, dopo quanto affermato dalla Corte Costituzionale nelle motivazioni di una sua recente sentenza, non ci sono più alibi per non fare ciò che è un obbligo fare se vogliamo che il nostro Paese interrompa la flagranza criminale in cui si trova da troppo tempo per le condizioni inumane e degradanti nelle nostre carceri e per le condizioni della nostra Giustizia, massacrata dall’insopportabile zavorra della sua decennale “irragionevole durata dei processi”.
L’8 ottobre scorso, nel suo Messaggio alle Camere, il Presidente Napolitano, dopo aver ricordato tutta una serie di misure legislative e amministrative da perseguire congiuntamente, scriveva:
 
(…) “Tutti i citati interventi – certamente condivisibili e di cui ritengo auspicabile la rapida definizione – appaiono parziali, in quanto inciderebbero verosimilmente pro futuro e non consentirebbero di raggiungere nei tempi dovuti il traguardo tassativamente prescritto dalla Corte europea.  Ritengo perciò necessario intervenire nell’immediato (il termine fissato dalla sentenza “Torreggiani” scadrà, come già sottolineato, il 28 maggio 2014)con il ricorso a “rimedi straordinari”.”(…)
Il 22 novembre scorso, la Corte Costituzionale, nel depositare le motivazioni della sentenza n. 279/2013, riferendosi alla sentenza Torreggiani e alla scadenza del 28 maggio 2014 dalla Corte EDU, scriveva:
(…) “È da considerare però che un intervento combinato sui sistemi penale, processuale e dell’ordinamento penitenziario richiede del tempo mentre l’attuale situazione non può protrarsi ulteriormente e fa apparire necessaria la sollecita introduzione di misure specificamente mirate a farla cessare.” (…)
 
Insomma, NON C’E’ PIU’ TEMPO, un provvedimento di AMNISTIA e di INDULTO è strada obbligata se vogliamo smetterla con le torture di Stato in carcere e con la Giustizia negata, perché troppo “irragionevolmente” lunga.
La proposta di Marco Pannella di Marciare il giorno di Natale da San Pietro alla Sede del Governo a Palazzo Chigi, vede formarsi in queste ore un autorevole Comitato di promozione della Marcia.
Perché partiamo da San Pietro, cioè dalla sponda destra del Tevere?  “«Anche Dio è un carcerato, non rimane fuori dalla cella», «è dentro con loro, anche lui è un carcerato” – Non solo perché Papa Francesco ha pronunciato frasi così significative incontrando i cappellani penitenziari  ma, soprattutto, perché proprio all’inizio del suo mandato ha fattodue gesti concreti: ha abolito l’ERGASTOLO all’interno dello Stato Vaticano e ha introdotto nell’ordinamento dello stesso il REATO DI TORTURA, cosa che in Italia ancora non si è fatta a distanza di venti anni dalla firma della Convenzione ONU.
Perché arriviamo davanti a Palazzo Chigi? Per aiutare il Governo e la Ministra Annamaria Cancellieri a svolgere un ruolo di impulso, attivo, nei confronti di un Parlamento, che sembra aver lasciato cadere nel vuoto il messaggio di Napolitano. D’altra parte, a giugno, era stata proprio la guardasigilli a dire “L’amnistia è imperativo categorico morale. Dobbiamo rispettare la Costituzione”.
Primo elenco dei promotori della Marcia di Natale
Don Antonio Mazzi, fondatore delle comunità Exodus
Don Ettore Cannavera, Presidente dei cappellani penitenziari sardi
Eugenio Sarno, Segretario della Uil penitenziaria
Luigi Manconi, Presidente Commissione Diritti Umani del Senato
Patrizio Gonnella, Presidente Associazione Antigone
Marco Arcangeli, Presidente Camere Penali di Rieti
Salvo Fleres, già Garante dei diritti dei detenuti per la Regione Siciliana,
Angiolo Marroni, Garante diritti dei detenuti della Regione Lazio
Stefano Anastasia, presidente onorario Associazione Antigone
Sandro Gozi, deputato Pd, doppia tessera radicale
Valerio Spigarelli, Presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane (UCPI)
Ristretti Orizzonti
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