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Giovedì 22 novembre 2012 alle ore 12.45, in occasione dei quattro giorni di mobilitazione nonviolenta per il diritto di voto ai cittadini detenuti, l’associazione per l’iniziativa radicale “Andrea Tamburi” organizzerà un sit-in nonviolento all’esterno del carcere di Sollicciano.

Invitiamo i partecipanti a portare una pentola o simile perché durante l’evento, per circa 15 minuti, improvviseremo una battitura all’esterno dell’istituto penitenziario.

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LETTERA APERTA AL PRESIDENTE MONTI E AI MINISTRI SEVERINO E RICCARDI

 

Gentile Presidente Monti,

lunedì 22 ottobre è iniziato un digiuno collettivo che coinvolgerà decine, forse centinaia, di esponenti delle associazioni che si occupano di giustizia e del carcere, del volontariato, di avvocati e di operatori penitenziari, di garanti dei diritti dei detenuti e di esponenti della società civile con una richiesta semplice al Governo: subito un decreto legge per far cessare la vergogna del sovraffollamento nelle carceri italiane che offende il senso di umanità e che viola la Costituzione.

Il Presidente Napolitano ha di recente rivolto l’ennesimo invito perché siano approvate misure strutturali per superare una condizione carceraria che vanifica l’art. 27 della Costituzione (oltre a umiliare l’Italia in Europa).

Il sovraffollamento non è una calamità naturale né un mostro invincibile: basta eliminare le leggi criminogene che hanno provocato il disastro. Per questo è urgente un decreto legge per cancellare le norme più vergognose e “affolla-carcere” della legge sulle droghe, alla radice della crescita incontrollata dei detenuti. Solo l’anno scorso sono entrate in prigione per violazione della normativa antidroga 28.000 persone (fra consumatori e piccoli spacciatori), mentre sono oltre 15.000 i tossicodipendenti ristretti su un totale di 67.000: la metà dei detenuti ammassati e stipati nelle patrie galere hanno a che fare con la legge sulle droghe. Il Presidente Napolitano ha parlato di una questione di “prepotente urgenza”: questa affermazione, se non la si vuole far diventare un mero esercizio di retorica, obbliga il Governo a emanare un decreto legge allo scopo di evitare l’arresto agli accusati di fatti di lieve entità riguardo alla detenzione di sostanze stupefacenti e per far uscire i tossicodipendenti e destinarli a programmi alternativi (oggi preclusi da vincoli assurdi e dall’applicazione della legge Cirielli sulla recidiva).

Chiediamo un provvedimento giusto, costituzionalmente motivato e indispensabile per interrompere uno stato di illegalità, tenendo conto che nel 2006 la modifica della legge sulle droghe fu approvata con lo strumento del decreto legge e il voto di fiducia.

Gentile Presidente, la richiesta che avanziamo è sostenuta anche dalle valutazioni della commissione di lavoro sul carcere del Consiglio Superiore della Magistratura. Altri provvedimenti sono urgenti e per questo una sessione straordinaria specifica dei due rami del Parlamento sarebbe opportuna per dare un motivo di speranza a chi in carcere ha soltanto un tragico orizzonte di morte.

Il numero dei suicidi, dei tentati suicidi, degli atti di autolesionismo, degli scioperi della fame è davvero impressionante e non può non interrogare la coscienza di ogni cittadino e in primo luogo di chi governa.

Noi non intendiamo essere complici, neppure per omissione, di questa strage e abbiamo deciso di far durare questa mobilitazione a oltranza  fino allo scioglimento delle Camere, per aiutarLa nella decisione sino all’ultimo minuto politicamente utile. Riteniamo che la ministra della Giustizia e il ministro con la delega alla politica delle droghe condivideranno questa indicazione.

Riteniamo opportuno segnalare il documento sottoscritto dai Garanti dei diritti dei detenuti e inviato alla Ministra Paola Severino, al Capo del Dap, Giovanni Tamburino e per conoscenza al Presidente della Repubblica, sulle gravi conseguenze che il riesame della spesa dell’Amministrazione Penitenziaria, produrrà nella vita quotidiana in carcere e ancor più nella violazione dell’art. 27 della Costituzione, sul carattere della pena.

Presidente, come Lei comprende non si tratta di un ricatto ma di un accorato invito al compimento di un dovere d’ufficio.

 

Franco Corleone, garante dei diritti dei detenuti del Comune di Firenze e presidente della Società della Ragione

Andrea Gallo, fondatore della Comunità di San Benedetto al Porto

Armando Zappolini, presidente Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (Cnca)

Patrizio Gonnella, presidente associazione Antigone

Giorgio Bignami, presidente Forum Droghe

Stefano Anastasia, università di Perugia

Luigi Manconi, presidente associazione A Buon diritto

Mauro Palma, vice presidente del Consiglio Europeo per la cooperazione nell’esecuzione penale

Michele Passione, avvocato, Osservatorio Carcere dell’Unione Camere Penali

 

Rosa A Marca, associazione per l’iniziativa radicale Andrea Tamburi

Hassan Bassi, cooperatore sociale

Emanuele Baciocchi, associazione per l’iniziativa radicale Andrea Tamburi

Beppe Battaglia, associazione Liberarsi

Cecco Bellosi, comunità Il Gabbiano

Lucio Bertè, associazione Nessuno tocchi Caino e detenuto ignoto

Massimo Brianese, associazione La Società della Ragione

Maurizio Buzzegoli, associazione per l’iniziativa radicale Andrea Tamburi

Piera Cecconi, associazione per l’iniziativa radicale Andrea Tamburi

Riccardo De Facci, vice presidente Cnca, responsabile tossicodipendenze

Stefano Di Puccio, consigliere comunale di Firenze

Nunzio Di Stefano, volontario

Leonardo Fiorentini,  webmaster del sito  fuoriluogo

Renzo Magosso, giornalista

Patrizia Meringolo, università di Firenze

Annibale Minichini, impiegato statale

Giuseppe Mosconi, università di Padova

Marco Perduca, senatore

Maria Pierattini, associazione per l’iniziativa radicale Andrea Tamburi

Alessandro Santoro, Comunità Le Piagge – Firenze

Fabio Scaltritti, responsabile Comunità San Benedetto

Leonardo Scarcella, architetto

Sergio Segio, associazione Società e Informazione

Salvatore Senese, già magistrato e senatore

Maria Stagnitta, vice presidente Forum Droghe, associazione Insieme onlus

Luca Zevi, architetto

Grazia Zuffa, direttore esecutivo di Forum Droghe

 

Garanti dei diritti delle persone private della libertà personale:

Maurizio Battistutta, garante del Comune di Udine

Giorgio Bertazzini, ex garante della Provincia di Milano

Desi Bruno, garante della Regione Emilia Romagna

Andrea Callaioli, garante del Comune di Pisa

Mario Fappani, ex garante del Comune di Brescia

Livio Ferrari, garante del Comune di Rovigo

Margherita Forestan, garante del Comune di Verona

Elisabetta Laganà, garante del Comune di Bologna

Alessandro Margara, garante della Regione Toscana

Marcello Marighelli, garante del Comune di Brescia

Angiolo Marroni, garante della Regione Lazio

Gianfranco Oppo, garante del Comune di Nuoro

Francesco Racchetti, garante del Comune di Sondrio

Piero Rossi, garante della Regione Puglia

Antonio Sammartino, garante del Comune di Pistoia

Cecilia Sechi, garante del Comune di Sassari

Marco Solimano, garante del Comune di Livorno

Italo Tanoni, garante della Regione Marche

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Ecco il testo dell’appello, per ricevere i moduli per la raccolta delle firme, potete contattare Maurizio Buzzegoli (mauriziobuzzegoli@ymail.com) o Emanuele Baciocchi (emanuele.enclave@gmail.com):

 

Il 27 settembre scorso, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha rivolto al Governo ed al Parlamento l’ennesimo invito ad usare provvedimenti straordinari, misure di clemenza per migliorare le condizioni delle carceri e della giustizia italiana. Ma, nonostante la Ministra della Giustizia, Paola Severino,  condivida le parole del Presidente, il Governo con la spending rewiew colpisce duramente un pianeta penitenziario al collasso:cancella la direzione dell’esecuzione penale esterna presso il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria ed elimina le direzioni – già ampliamente logorate- di molti istituti penitenziari; non rifinanzia la legge Smuraglia per il lavoro dei detenuti – prima disposizione per la riabilitazione del condannato; non risponde alla richiesta di D.L.  per le modifiche essenziali alla Legge Giovanardi sulle droghe, per non fare entrare in carcere i responsabili di fatti di lieve entità e di fare uscire per percorsi terapeutici i tossicodipendenti.

Nel nostro Paese, stiamo assistendo alla fase terminale della Giustizia: ci sono 9 milioni di processi arretrati, per avere una sentenza definitiva è necessario attendere 10 anni. Ogni anno ci sono 180.000 processi che non arrivano alla sentenza finale perché cadono in prescrizione, una vera amnistia per ricchi. Il costo dell’amministazione della giustizia pesa sull’intera economia italiana. Una situazione drammatica che si ritorce contro la sua appendice ultima delle carceri: una realtà disumana non più procrastinabile, una prepotente urgenza incapace di attendere la creazione di un nuovo governo. Sono 67.000 i detenuti reclusi nei 206 istituti di pena italiani, a fronte di una capienza regolamentare di 45.000 posti, compresi 54 bambini sotto i tre anni che vivono in carcere con le madri detenute. Il 40% dei detenuti è ancora in attesa di giudizio, il 50% di questi risulterà innocente. Un sistema sofferente al collasso che tradisce ogni giorno la missione costituzionale della riabilitazione del condannato (art. 27 Cost.).

Come cittadini chiediamo al Governo ed al Parlamento, di attuare l’unico provvedimento che immediatamente realizzerebbe quanto ci viene chiesto da norme e condanne europee, che libererebbe le scrivanie dei magistrati di migliaia di processi che verrebbero chiusi con un giusto risarcimento delle vittime invece di cadere in prescrizione senza condannati, che ridurrebbe immediatamente la durata dei processi penali e civili, che risolverebbe nell’immediato la criminale condizione penitenziaria italiana: un provvedimento di AMNISTIA. La deputata radicale Rita Bernardini e la segretaria dell’associazione radicale “Il Detenuto Ignoto” dalla mezzanotte del 24/10 hanno iniziato uno sciopero della fame (che alternano con quello della sete) ad oltranza per ribadire la necessità del provvedimento di amnistia,per porre subito fine all’illegalità in cui versa la giustizia italiana e la sua appendice carceraria. Chiediamo,inoltre, per supportare la mobilitazione di molti garanti cittadini e regionali dei detenuti una modifica della legge sulle droghe Fini-Giovanardi e della legge sulla recidiva Cirielli, approvazione della legge per l’introduzione del reato di tortura,approvazione della legge per l’istituzione del Garante nazionale, approvazione di un piano per l’applicazione integrale del regolamento del 2000, in modo da garantire condizioni di vita accettabili dentro il carcere.

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Firenze, 20 luglio 2012 – Questa mattina una quindicina di militanti dell’Associazione radicale “Andrea Tamburi” ha esposto – per un’ora – dal loggiato del Ponte Vecchio, uno striscione di 6 metri recante la scritta “AMNISTIA”: l’iniziativa si è svolta nell’ambito dei quattro giorni di mobilitazione straordinaria di sciopero della fame e di silenzio promossa dal Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito. “Nel corso degli ultimi anni l’Italia è stata più volte fortemente criticata dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo – ha dichiarato Maurizio Buzzegoli, segretario dell’Associazione- per aver violato i parametri sulla giustizia e sul regime penitenziario, denunce sintomatiche di uno stato fuorilegge in cui è assente lo Stato di diritto. Come radicali, ci siamo nuovamente mobilitati per avanzare la nostra proposta di Amnistia: non solo punto di partenza per una strutturale riforma della giustizia ma anche per affermare nel nostro Paese la superiorità del principio della dignità umana su quello dell’esecuzione della pena. Un esempio: nei 18 istituti di pena toscani sono presenti 4068 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 3200 persone, 1/3 delle quali in attesa di giudizio. La nostra lotta nonviolenta – conclude Buzzegoli – non solo si rivolge al pianeta penitenziario ma anche a milioni di persone, anche non recluse, che da anni sono costrette a convivere con i tempi lunghi ed economicamente dispendiosi delle cause civili e penali.”

 

Per informazioni: Maurizio Buzzegoli 3391501028

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Comunicato Stampa dell’Associazione radicale fiorentina “Andrea Tamburi”.
Firenze, 11/07/12 – Questa mattina i radicali fiorentini dell’Associazione “Andrea Tamburi” hanno inviato una lettera alla dirigenza del PD fiorentino per favorire l’informazione sul collasso della giustizia e del pianeta penitenziario, un problema che porta l’Italia ad essere il fanalino di coda dell’Europa per quanto riguarda i diritti umani.  “Lo scopo – si legge nella lettera –  è quello di individuare una serie di spazi di analisi e di dialogo con la cittadinanza in occasione delle Feste Democratiche che già si stanno svolgendo sul territorio della Provincia di Firenze”.  Intanto, grazie alla lotta di  Marco Pannella, in sciopero della fame da 34 giorni, ci stiamo preparando a quattro giorni (dal 18 luglio in avanti) di grande mobilitazione per l’Amnistia: saranno giorni di nonviolenza, di sciopero della fame e di silenzio.
In calce il testo della lettera.
Per informazioni stampa: Maurizio Buzzegoli – 3391501028
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Al Segretario del PD Metropolitano, Patrizio Mecacci
Alla Segretaria del PD Firenze, Lorenza Giani,
E.p.c.
Al capogruppo Pd a Palazzo Vecchio, Francesco Bonifazi
Al capogruppo Pd a Palazzo Medici Riccardi, Stefano Prosperi

Agli organi di stampa cittadina
 
Nel corso dell’ultimo anno ci sono state grandi mobilitazioni trasversali nel mondo della politica e delle istituzioni per cercare di risolvere il problema della giustizia, ormai in fase terminale. Carceri e scrivanie dei magistrati sono ormai al collasso. E per l’ennesima volta, da oltre quarant’anni, Marco Pannella e i Radicali hanno denunciato per primi un flagello che nessun governo, nessun partito ha mai voluto affrontare alla radice, eludendo i principii costituzionali. Da anni ci impegnamo nella difesa dello Stato di diritto, nell’affermazione della legalità, della democrazia e della giustizia; non a caso Marco Pannella, proprio in questi giorni, sta conducendo un’azione nonviolenta di sciopero della fame per rendere noto un problema che porta l’Italia ad essere il fanalino di coda dell’Europa per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani. Ma purtroppo, il silenzio dei mezzi di informazione e delle forze politiche, sull’iniziativa del leader radicale, è pressoché totale e assordante.
Vi chiediamo, se lo riterrete opportuno, di poter organizzare un incontro con la dirigenza del Pd Metropolitano e Fiorentino allo scopo di individuare, laddove possibile, una serie di spazi di analisi e di dialogo con la cittadinanza in occasione delle Feste democratiche che già si stanno svolgendo sul territorio della Provincia di Firenze. Lo scopo è quello di rafforzare, e in caso rilanciare, le iniziative comuni che Pd e Partito Radicale hanno intrapreso sul fronte della giustizia e dell’emergenza carceri.
In attesa di vostro gentile riscontro,

Associazione per l’iniziativa radicale “Andrea Tamburi”

Maurizio Buzzegoli (segretario), Emanuele Baciocchi (Tesoriere), Valentina Piattelli (Presidente)

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Dichiarazione del Senatore Radicale Marco Perduca e Maurizio Buzzegoli, segretario dell’Associazione Radicale Andrea Tamburi:

“Col primo suicidio femminile nel carcere di Sollicciano si apre una nuova fase dell’emergenza giustizia italiana. Se la Ministro Severino continuerà colla sua inazione di fronte a questo susseguirsi di morti nelle carceri italiane passerà alla storia per le sue gravi responsabilità di mancate riforme.
Sollicciano, ormai da tre anni registra bel oltre il doppio delle presenze regolamentari nel settore femminile, una situazione che adesso è esondata nella parte delle donne. La ministra quando lo visitò all’inizio dell’anno si commosse alla vista dei bimbi dietro le sbarre, ma le lacrime non portarono a nulla.
La detenuta che s’è tolta la vita ieri notte era anch’ella madre di figli piccoli e, molto probabilmente – visto che era nel reparto giudiziario – poteva avere la libertà ristretta altrove, poteva se il decreto Severino fosse stato più incisivo, mentre a 7 mesi dalla sua entrata in vigore non ha mutato la situazione carceraria di un’unità.
Anche in vista dell’estate, che porta sempre problemi a Sollicciano, auspichiamo che la ministra riveda la sua posizione sugli stralci proposti in commissione giustizia alla Camera e, finalmente, nomini sottosegretario solo ed esclusivamente pei problemi delle carceri. Niente è più necessario e urgente pel suo dicastero.

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Venerdì 18 maggio 2012 (ore 9.30- 13.30) presso l’Auditorium della Cassa di Risparmio di Firenze in via Folco Portinari n.5r, si terrà il convegno dal titolo “ADEMPIMENTI NAZIONALI, REGIONALI E LOCALI PER LA CHIUSURA DEGLI OSPEDALI PSICHIATRICI GIUDIZIARI”. Interverrà, tra gli altri la Senatrice Donatella Poretti (Radicali).

Maggiori informazioni a questo link.

 

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