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Posts Tagged ‘sovraffollamento’

Appello del consigliere provinciale radicale per una risposta immediata
All’interno del carcere fiorentino di Sollcciano si sta svolgendo una protesta di almeno 120 detenuti che, rileva dalla stampa il consigliere provinciale Massimo Lensi (radicale nel Gruppo Misto), hanno occupato gli spazi comuni all’interno dell’istituto. Una protesta ancora non dai toni drammatici, ma che “può pericolosamente degenerare in poche ore. La struttura di Sollicciano, infatti, è in uno stato di degrado quasi totale e, come è stato ricordato dal Sappe Toscana, dentro al carcere si vive ormai alla giornata”.
Se è vero che la manifestazione è stata causata dalla mancata consegna della spesa acquistata dei detenuti all’esterno, “è altrettanto vero che ormai a scatenare la protesta dei detenuti basta poco in una struttura alla deriva come quella di Sollicciano dove manca tutto: dalla carta igienica all’acqua calda”.
Lensi rivolge un pressante appello alle istituzioni cittadine, al Comune e alla Provincia, perché “facciano sentire la loro voce rivolgendosi alla comunità dei detenuti e intervengano concretamente in collaborazione con la direzione dell’istituto penitenziario, affinché i problemi logistici, legati alla vita quotidiana dei detenuti, siano prontamente risolti. Prima che sia troppo tardi”.

10/01/2014 13.33
Provincia di Firenze – Ufficio Stampa Consiglio (link)

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Firenze, 15 ago – Questa mattina una delegazione radicale ha svolto una raccolta firme straordinaria per i 12 referendum radicali all’interno del carcere di Sollicciano: un’iniziativa organizzata a livello nazionale dal Partito Radicale per consentire anche al “pianeta carcere” di poter partecipare all’esercizio democratico. <<Sono state raccolte 188 firme su 290 detenuti italiani: i rimanenti erano assenti nelle sezioni per i più svariati motivi e avranno la possibilità di firmare i referendum nei prossimi giorni durante un’altra raccolta straordinaria>> ha dichiarato il segretario dell’ associazione radicale “Andrea Tamburi”, Maurizio Buzzegoli. <<I referendum non basteranno per uscire dalla flagranza criminale e criminogena dello stato italiano: servono urgentemente, vista la drammaticità quotidiana della giustizia e del carcere, un provvedimento di amnistia e indulto, come da anni ripete Marco Pannella che da domani riprenderà la lotta nonviolenta>>  ha continuato il segretario Buzzegoli. Infine Buzzegoli parla della realtà di Sollicciano: <<Nonostante quella di oggi non si trattasse di una visita ispettiva, abbiamo potuto constatare che i problemi a Sollicciano non mancano: dall’eccessiva presenza dei piccioni al ciclico sovraffollamento; anche se risultano migliori le condizioni dell’organico della polizia penitenziaria. Infine- conclude Buzzegoli- ringraziamo il Dap, la polizia penitenziaria e la direzione del carcere per averci dato la possibilità di accedere all’interno dell’istituto>>.

 

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Grazie alla caparbietà del consigliere provinciale radicale Massimo Lensi e al forte interessamento sul tema del Presidente Andrea Barducci, si informa che mercoledì 31 luglio 2013, presso l’istituto penitenziario di Sollicciano si terrà un consiglio provinciale straordinario sulla giustizia e sul carcere.

Oltre al corpo istituzionale provinciale, saranno presenti circa 200 detenuti provenienti da tutti gli istituti della provincia di Firenze, i direttori e tutte le componenti del pianeta carcere fiorentino.

Marco Pannella ha già confermato la propria presenza a questo Consiglio straordinario.

Purtroppo non sarà possibile partecipare direttamente all’evento, ma potrà essere ascoltato in diretta sulle frequenze di Radio Radicale (dalle ore 15.00 ca.).

Intanto, anche a livello nazionale, continua la lotta nonviolenta dei Radicali: proprio Marco Pannella, dalla mezzanotte dello scorso sabato, sta affrontando uno sciopero totale della fame e della sete per denunciare la flagranza di reato dello Stato italiano di fronte alla CEDU: mentre l’iniziativa nonviolenta è totalmente ignorata dalle istituzioni (se così si possono chiamare), sono già oltre 1000 le adesioni di parenti di cittadini detenuti e cittadini comuni (per aderire).

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Firenze, 10/07: Si chiamerà “Pane, firme e Amnistia” l’evento organizzato dall’ associazione radicale “Andrea Tamburi” con la collaborazione della comunità “Casa Caciolle” previsto per venerdì 12 luglio 2013 che tratterà del tema della giustizia, delle carceri e dello stato di diritto nel nostro Paese. Infatti, a partire dalle ore 18.30, in via di Caciolle n.7 si terrà il dibattito “Carcere e stato di diritto: i referendum per la giustizia giusta” al quale parteciperanno Marco Pannella, Rita Bernardini, il Presidente della provincia di Firenze Andrea Barducci, il garante dei detenuti Franco Corleone, l’Avv. Michele Passione dell’osservatorio carceri e don Vincenzo Russo in quanto cappellano del carcere di Sollicciano. Durante la serata prenderanno la parola anche personaggi della società civile come Piero Pelù e Sergio Staino ma anche addetti ai lavori come Margherita Michelini (direttrice del carcere “Gozzini” di Firenze) e figure istituzionali come i consiglieri Cresci, Grassi e Ciucchi.

Il programma completo della serata è consultabile sul sito www.panefirme.it

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Firenze, 01/07 – Anche il consigliere provinciale Massimo Lensi e Maurizio Buzzegoli dell’associazione radicale “Andrea Tamburi” sostengono lo “sciopero del vitto” iniziato quest’oggi dai detenuti del carcere di Sollicciano. <<Appoggiamo questa iniziativa nonviolenta dei detenuti affinché con urgenza si prendano dei seri provvedimenti – hanno dichiarato Lensi e Buzzegoli- Le proposte della ministra Cancellieri sono solo un palliativo che non risolverà i problemi della giustizia e del carcere: è necessario e urgente che il Paese inizi un dibattito politico e sociale su questi temi e al tempo stesso che il Parlamento cominci a pensare ad un provvedimento di amnistia, l’unico per rientrare nei ranghi costituzionali e nelle direttive delle giurisdizioni internazionali.>> I due radicali concludono accennando ai referendum radicali: <<Come forza extraparlamentare stiamo tentando di raccogliere 500.000 firme per eliminare quelle leggi criminali e criminogene e attraverso i referendum sulla “Giustizia Giusta” far diventare questo Paese veramente democratico>>.

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Dichiarazione di Marco Perduca, senatore radicale e candidato al Senato per la lista Amnistia Giustizia Libertà nella circoscrizione Toscana:

Malgrado il Senatore Radicale Marco Perduca avesse annunciato il proprio
intervento durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario prevista a Firenze
il 26 gennaio, i Radicali fiorentini, candidati nella lista Amnistia
Giustizia e Liberta’ non prenderanno parte alla cerimonia come accaduto
l’anno scorso. “Gli addetti ai lavori conoscono perfettamente il contesto
di patente illegalita’ costituzionale in cui si trovano a operare. A
sentirli denunciare la situazione e affermare la necessita’ di riforme
radicali, sembrerebbero quasi arrivati alla conclusione che non vi sia che
un’unica alternativa all’attuale stato di cose: l’amnistia. Quando poi
vengon posti di fronte alla necessita’ di concorrere alla promozione della
canellazione di centinaia di reati e pene sistematicamente essi si
soffermano su lunghissime serie di distinguo, concorrendo quindi a far si
che niente possa cambiare. Come se tutto cio’ non bastasse, le recenti
dichiarazioni del Ministro Severino” ha affermato inoltre Perduca “sono uno
ultimo sfregio alla realta’ dei fatti e manipolazione dei numeri che ci
confermano che occorra amnistiare anche l’operato del Governo Monti in
materia di giustizia”. Nei prossimi giorni i Radicali continueranno colle
loro visite ispettive a sorpresa nelle varie carceri della Toscana.

 

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Testo scritto da Rosa a Marca, militante dell’associazione per l’iniziativa radicale “Andrea Tamburi”, relativo alla visita ispettiva effettuata presso il carcere di Sollicciano, con Matteo Mecacci e Maurizio Buzzegoli, la mattina dello scorso 25 dicembre.

 

“Io non ho le trecce, tu ne hai due, me ne dai una?” La bambina mi guarda, sparisce, e dopo un po’ torna con un minuscolo elastico per capelli di colore rosa. “Tieni!”.
Com’era quel proverbio? Se ancora non possiedi il cavallo, comincia dalla frusta. Quale applicazione più tenera di questa, per giunta in prigione e nel giorno di Natale. Grazie, grazie bambina d’oro.
Saluto te, ragazzino un po’ più grande, che giochi a pallone con tanta foga nel corridoio e sai contare spedito fino a 12, ma poi t’inceppi e passi direttamente al 17.

Nella sezione femminile stamani si gioca a tombola. Il significato dei numeri è appannaggio di una detenuta napoletana, e mi pare di capire che il 44 stia per secondino o guardiano; comunque tutte si mettono a ridere. Che cosa si vince? Per esempio uno smalto verde brillante, come quello che fa bella mostra di sé sulle unghie della vincitrice di ieri. Uno scambio di sguardi indagatori, qualche sorriso, poche parole e alla fine una stretta di mano. “Tra qualche giorno arriva il 2013; si dice che il 13 porti bene”. Quanto vorrei – per voi, per tutti.
L’operatrice carceraria esce un momento con noi e avanza una richiesta piuttosto singolare: servirebbe un fondo per le sigarette, dice, un piccolo gruzzolo riservato ai fumatori senza mezzi. Sembra una sciocchezza, invece potrebbe essere di grande aiuto contro il malessere, il nervosismo da astinenza. Da ex fumatrice, la capisco in pieno.

La sezione maschile è un formicaio. Celle? No, loculi. Come quella con tre letti a castello in uno spazio che sarebbe angusto per una persona sola. Ci sta dentro un mio conoscente con un altro detenuto; per ora la terza branda è vuota, ma non si sa fino a quando. Ci fa toccare l’acqua freddissima del rubinetto del bagno e indica l’impianto per il ricambio dell’aria che è sporco da far paura: quale aria potrà mai entrare lì dentro?
Stava leggendo Capitini, lo trova difficile. Pochi cenni alla sua situazione, io m’impongo un certo distacco, però quella pena la sento, eccome.
Camminiamo lungo i corridoi e osserviamo l’umidità che domina dappertutto in questa struttura inaugurata appena nel 1984. L’agente che ci accompagna sostiene che lì dentro di veramente innocenti ne avrà conosciuti al massimo due, non di più. Racconta di quand’era piccolo e i suoi genitori gli avevano insegnato a chiedere il permesso per cogliere anche una sola nespola nel terreno non recintato del vicino (e di solito questi gliene dava una manciata o anche un sacchetto).
So cosa intendeva dirmi: che ci vuole rispetto per le regole. Certo. Ma come la mettiamo se sono le istituzioni a disattendere le proprie leggi? Altrimenti non ci sarebbe questo sovraffollamento, i processi non andrebbero in prescrizione, la giustizia civile non sarebbe al collasso. O no?
Stamani, venendo a Sollicciano ho raccolto un centesimo finito in una cunetta. E’ stato un gesto istintivo, ma ora voglio conservarlo come simbolo della miserabilità di quel Sistema Giustizia che ho toccato con mano e mi appare più grave di tutti i reati commessi (forse) da chi sta lì dentro.

 

Rosa a Marca

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