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Di seguito, l’intervento del capogruppo di Firenze riparte a sinistra Tommaso Grassi nella seduta straordinaria del consiglio comunale del giorno 11 dicembre 2017, tenutasi presso il carcere di Sollicciano (fonte).

“L’intervento del ministro Orlando, la presenza di deputati e senatori, e vorrei dire soprattutto il consiglio comunale che finalmente torna a riunirsi nel carcere di Sollicciano: aspetti positivi di una giornata che però non manca di rilanciare i problemi, anche di comunicazione, con il carcere. Pochi, troppo pochi detenuti, detenute e transgender presenti nella sala del cinema, e non certo perché altri non siano voluti essere presenti. Evidentemente c’è stata la volontà di limitare la loro presenza, nonostante la seduta dentro le mura del carcere servisse soprattutto perché permette agli eletti in consiglio comunale e in Parlamento di ascoltare proprio le ragioni di chi dentro il carcere vive ogni giorno e ogni notte. Sorprende che nelle parole del rappresentante delle sezioni maschili siano state assenti le proteste e le segnalazioni: dalle docce, all’acqua calda in inverno e ai ventilatori d’estate, alle domandine che non sempre hanno risposte, alle lenzuola e all’igiene in generale fino ai corsi e lezioni sovrapposte con altre attività all’interno del carcere. E a questo scopo colpisce anche la mancata autorizzazione a parlare per la Polizia penitenziaria, un fatto che crediamo grave e di cui chiederemo conto: non si può affrontare i problemi di Sollicciano senza ascoltare la voce di chi lavora dentro queste mura.

Insieme a don Vincenzo Russo, cappellano del carcere di Sollicciano ed a Massimo Lensi dell’associazione per l’iniziativa radicale Andrea Tamburi, con i colleghi del gruppo Donella Verdi e Giacomo Trombi abbiamo presentato nei mesi scorsi il documento ‘Un vero ponte per Sollicciano’. In quel documento si trovano tutte le tante cose che tuttora non vanno nel carcere, dal sovraffollamento alla negazione di poter aprire le celle per aumentare la socializzazione tra detenuti. Dalle gravi carenze infrastrutturali, anche per bisogni primari come l’igiene, alle difficoiltà nell’organizzare attività per detenuti e detenute e ancor di più per i transgender.

Il concetto di costruire un ponte tra la città e il carcere è il principio che continua a guidare la nostra azione, al fianco dei tanti volontari impegnati sui temi della detenzione. È indispensabile ripristinare la commissione detenuti in cui poter dar voce alle richieste delle singole sezioni che altrimenti verrebbero affidate al caso, così come vanno migliorati i rapporti delle tante associazioni con l’area educativa che rappresenta la vera e unica possibilità di formazione del detenuto in vista del proprio reinserimento lavorativo nella società: tema su cui c’è ancora molto da fare e molti ostacoli da superare.

Oggi abbiamo ascoltato alcune promesse, sia da parte del ministro che del sindaco. Saremmo contenti se potranno esser date risposte al sistema della videosorveglianza che potrà permettere di mantenere più aperte le celle, sugli inserimenti lavorativi concreti per i detenuti e che si provveda tra Comune e gli altri enti a rispondere alle necessità anagrafiche, socio sanitarie e a risolvere le annose carenze strutturali. Vedremo quanto di ciò che è stato promesso sarà davvero realizzato. Siamo i primi a sperare che sarà così, ma siamo anche memori delle promesse già spese in passato e rimaste lettera morta”.

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31581_4801827365142_297370189_nDichiarazione di Massimo Lensi, associazione per l’iniziativa radicale “Andrea Tamburi”

Lunedì prossimo si terrà dentro il carcere di Sollicciano un Consiglio comunale straordinario sui problemi dell’istituto penitenziario fiorentino. Un Consiglio importante, richiesto con determinazione e insistenza negli ultimi mesi da alcune delle persone che da anni sono in prima fila nella lotta per risolvere i tanti problemi del carcere fiorentino. Mi riferisco a Don Vincenzo Russo, cappellano del carcere, a Tommaso Grassi, Consigliere comunale del gruppo ‘Firenze riparte a Sinistra’, agli amici della Camera Penale fiorentina e del suo Osservatorio Carcere, e ai militanti radicali dell’associazione ‘Andrea Tamburi’.

Il Consiglio si farà e me ne rallegro, ma tradirei il mio impegno se non segnalassi uno dei rischi, forse il principale, di un Consiglio in carcere: la trasformazione, anche involontaria, dell’evento in una surreale passerella di politici e personalismi. Un rischio che deve essere evitato per non tradire le attese riposte in questo Consiglio da chi il carcere lo vive sulla propria pelle: detenuti, lavoratori, operatori e volontari dell’area carceraria. Suggerisco, perciò, a quanti parteciperanno al Consiglio di lunedì di ambire unicamente a osservare e capire il carcere fiorentino per quello che è oggi: una discarica sociale, dove tutto è difficile, anche curare la propria igiene, o un malanno di stagione, o fare il proprio lavoro secondo il dettato della Costituzione.

Saluto infine l’arrivo del nuovo direttore di Sollicciano, Fabio Prestopino, persona di grande esperienza e sensibilità. La sua dichiarazione di apertura per una forte interazione tra il carcere e la municipalità fa ben sperare e noi radicali ci attendiamo di instaurare con questa sua nuova direzione una proficua e sincera collaborazione. Va, infatti, intensificato e reso agibile il rapporto tra città e carcere per poter finalmente riattivare, nella pienezza del dettato costituzionale, il complesso dei percorsi di rieducazione e reinserimento sociale del detenuto.

 

Radio Radicale – conferenza stampa dopo la visita a Sollicciano

Radio Radicale – III giornata dei braccialetti

GoNews

GoNews – dichiarazione di Massimo Lensi a margine della visita a Sollicciano

Il Sito di Firenze

IL CARCERE DI SOLLICCIANO STA PEGGIORANDO – IERI DELEGAZIONI DEL PARTITO RADICALE, DELL’ASSOCIAZIONE RADICALE ANDREA TAMBURI E DELL’OSSERVATORIO CARCERE DELLA CAMERA PENALE DI FIRENZE HANNO VISITATO IL CARCERE DI SOLLICCIANO

Firenze, 1° dicembre 2017 – Nella giornata di ieri Rita Bernardini, della presidenza del Partito Radicale, ha visitato il carcere di Sollicciano insieme a una delegazione dell’associazione per l’iniziativa radicale “Andrea Tamburi” e a una delegazione dell’Osservatorio Carcere della Camera Penale.

Dichiarazione di Massimo Lensi, associazione per l’iniziativa radicale
“Andrea Tamburi”: “Il carcere fiorentino di Sollicciano sta peggiorando. Al suo interno è sempre più difficile intraprendere seri e proficui percorsi rieducativi, o anche solo scontare la pena senza mortificare la dignità del ristretto. Ostacoli enormi di natura strutturale e organizzativa minano in partenza qualunque sforzo di quanti, agenti di polizia penitenziaria, educatori, volontari, si trovano a lavorare e operare nel carcere di Sollicciano. Il sovraffollamento è ormai cronico: ieri c’erano 715 detenuti (di cui circa 70% stranieri) a fronte di una capienza regolamentare di 494 posti, alcuni dei quali peraltro indisponibili per varie ragioni.

Da lungo tempo noi radicali, insieme al cappellano Don Vincenzo Russo e al consigliere comunale Tommaso Grassi, chiediamo alle istituzioni fiorentine di stringere e rafforzare l’integrazione del carcere di Sollicciano con la città.
Occorre, per elencare solo alcuni aspetti, che Comune di Firenze e Regione Toscana potrebbero affrontare subito, ripristinare un decente collegamento ATAF con il carcere per facilitare le visite ai detenuti da parte dei familiari, spesso indigenti, attivare una agenzia di lavoro per ex detenuti e inserire nei bandi per la manutenzione del verde pubblico o dell’edilizia pubblica l’obbligo di assunzione di due o tre detenuti.
Ci sono poi aspetti più complessi, sui quali pure le istituzioni locali possono fare molto: concorrere a ripristinare la sorveglianza dinamica, garantendo ai detenuti almeno qualche ora fuori dalla cella, a rifare i passeggi interni e porre mano in modo serio ai sistemi di riscaldamento e ai servizi sanitari (fare una doccia calda è ancora problematico a Sollicciano). Prendiamo atto che finalmente si è riusciti ad aprire il nuovo reparto di Transito, inaugurato ieri in nostra presenza, ma ci occorre l’obbligo di rimarcare che esso è ancora privo di passeggio per garantire l’ora d’aria.
Occorre, in sostanza, creare un fronte operativo e civico di persone che intendono occuparsi del rispetto della legalità costituzionale nel carcere, per far sì che la rieducazione e il reinserimento sociale non siano solo vuoti concetti, ma una realtà. Un fronte che deve partire spontaneamente dalla società, da chi nel carcere opera e lavora e dal mondo della politica, dell’avvocatura e della magistratura.”

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