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http://www.lanazione.it/cronaca/ernesto-rossi-anniversario-morte-1.2876775

Una delegazione del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito e dell’Associazione per l’iniziativa radicale “Andrea Tamburi” si recherà al cimitero di Trespiano per rendere omaggio ad Ernesto Rossi. Alle ore 11 Rita Bernardini, membro della presidenza del PRNTT, e i radicali fiorentini Massimo Lensi, Maurizio Buzzegoli e Emanuele Baciocchi deporranno un cuscino di fiori presso il cippo funerario di Ernesto Rossi.

Ernesto Rossi, antifascista, economista, collaboratore del Mondo di Mario Pannunzio, è stato, con Altiero Spinelli, l’estensore del Manifesto di Ventotene. Nel 1955, insieme ad altri esponenti del mondo laico e liberale italiano, dette vita al Partito Radicale, unica alternativa alle forze politiche tradizionali, Democrazia Cristiana e Partito Comunista in primo luogo.

Ricordando il grande valore del pensiero politico di Ernesto Rossi, i radicali Massimo Lensi e Maurizio Buzzegoli dichiarano: “Il pensiero di Ernesto Rossi è quanto mai attuale. La sua lotta contro i monopoli di Stato e per l’elaborazione federalista volta alla creazione di una Europa veramente unita, la sua azione laica in economia e il suo pensiero anticlericale lo resero protagonista del pensiero politico italiano e sono ancor oggi riferimenti fondamentali per contrastare le derive nazionaliste e fondamentaliste. L’associazione radicale di Firenze, che fino al 2000 portava il suo nome, lo ricorda anche per la sua grande amicizia con Marco Pannella e come fondatore del Partito Radicale”.

Nella foto: Marco Pannella dopo aver deposto un fiore sulla tomba di Ernesto Rossi a Trespiano il 9 febbraio 2013.

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Dichiarazione di Massimo Lensi (Direttorio dell’associazione “Andrea Tamburi”)

In questi giorni, con quasi due anni di ritardo dall’entrata in vigore della legge 81, si sta festeggiando la conclusione di una triste storia, quella degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Anche noi radicali festeggiamo: abbiamo lottato tanti anni per raggiungere questo obiettivo. Per l’ultimo Opg ancora attivo (Barcellona P.d.G. in Sicilia) è questione di giorni, forse qualche settimana. Rimangono, però, molti problemi sul terreno, aperti controvoglia da una riforma incompleta, interpretata distrattamente: il rispetto del principio di territorialità, in particolare per le donne, la corretta applicazione delle misure di sicurezza provvisorie (la custodia cautelare), la riforma del principio di pericolosità sociale che permette il cosiddetto “doppio binario”, retaggio penale del Codice Rocco, le liste di attesa per le Rems (241 persone, di cui molte in carcere), il potenziamento dei Dipartimenti di salute mentale e delle comunità terapeutiche psichiatriche. Sarebbe utile parlare anche del futuro della villa medicea dell’Ambrogiana di Montelupo, sede dell’Opg in dismissione, all’interno della quale si potrebbe creare un museo della memoria: per dare un senso a questa terribile pagina della nostra civiltà giuridica.
Ma sopratutto deve rimanere alta l’attenzione – e il conseguente controllo – sulle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems): sono 28, per ora, e possono accogliere 624 internati psichiatrici. Al Pozzale (Empoli) è in via di realizzazione una nuova Rems, in ritardo di consegna per problemi di bilancio. Una struttura che a molti è sembrata inutile e costosa: senza considerare che sta nascendo al posto di un istituto penitenziario femminile ritenuto un vero modello di riferimento, già smantellato. Più Rems si aprono, infatti, più rischi si corrono.
Finché non verrà declinato diversamente il concetto di pericolosità sociale per i malati mente autori di reato, è concreto e attuale il rischio di trasformare in pochi anni la filiera delle decine di Rems sparse sul territorio nazionale in altrettanti mini-Opg. Allora sì che avremo fatto una bella frittata, e Franco Basaglia da lassù amaramente riderà.

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