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Firenze, 16 novembre 2017 – A seguito della lettera dell’ex presidente della Provincia di Firenze, Michele Gesualdi, ammalato di SLA, diramata da molti organi di informazione tra cui Il Corriere, La Repubblica, Il Fatto, La Nazione, Radio Radicale, Tg1 e Tg3, è nato a Firenze un comitato spontaneo di sostengo alla richiesta di accelerare l’approvazione della legge sul testamento biologico. Il Comitato prende appunto il nome di #fatepresto e ha lanciato un appello al Presidente del Senato e ai capigruppo parlamentari che è stato sottoscritto, ad oggi, da più di cento esponenti del mondo scientifico, politico, culturale e artistico tra cui Pier Luigi Bersani, Rosy Bindi, Roberto Saviano, Beppe Civati, Maria Antonietta Farina Coscioni, Nicola Fratoianni, Roberto Speranza, Tomaso Montanari, Sandra Bonsanti, Marcello Buiatti, Maurizio Pallante, Matteo Galletti, Laura Barile, Luigi Berlinguer e Anna Margherita Miotto.
Da più di sei mesi il disegno di legge sul testamento biologico è impantanato in Parlamento nella Commissione Sanità del Senato. Una legge attesa da decenni e che ha come obiettivo quello di dare dignità alla persona malata. Quello del fine vita, infatti, è una questione soprattutto di rispetto della volontà e di libertà.
* Appello al Presidente del Senato e ai Capi gruppo parlamentari per l’approvazione della legge sul testamento biologico.
Tra i compiti prioritari dello Stato vi è quello di occuparsi dei suoi cittadini con particolare attenzione ai più deboli, attraverso leggi eque e giuste capaci di alleviarne le sofferenze e garantirne la libertà. Il recente appello che Michele Gesualdi, uomo di fede ed ex presidente della Provincia di Firenze, ha inviato ai presidenti della Camera e del Senato, ci ha spinto a scendere in campo per chiedere di accelerare l’approvazione della legge sul testamento biologico, con la dichiarazione anticipata di volontà del malato colpito da patologie degenerative che non hanno speranza di guarigione. La legge sarebbe un atto di comprensione da parte dello Stato nei confronti di una umanità sofferente e tale da garantire a ogni cittadino di poter esprimere la propria autodeterminazione rispetto ai trattamenti sanitari senza prospettiva, ovvero poter rifiutare l’accanimento terapeutico. La rapida approvazione delle legge sul fine vita che sembra essere messa in forse dalla imminente chiusura della legislatura, con il rischio che poi vada dimenticata, sarebbe un atto di rispetto, di civiltà e di salvaguardia della dignità umana che non impone ma aiuta e non lascia sole tante persone e le loro famiglie che vivono in solitudine il loro dramma. «Non si tratta di favorire l’eutanasia – afferma Michele Gesualdi – ma solo di lasciare libero l’interessato lucido e dotato di volontà e fede, cosciente e consapevole, di essere giunto alla tappa finale, di scegliere di non essere inutilmente torturato e di levare dall’angoscia i suoi familiari che non desiderano sia tradita la volontà del loro caro.
Per adesioni e maggiori informazioni:
Comitato #fatepresto, e-mail: appellofatepresto@gmail.com
Comitato Promotore: Lauro Seriacopi, Serena Pillozzi, Marisa Rosaria Bortolone, Alessia Petraglia, Roberto Di Loreto, Marzenka Matas, Patrizio Mecacci, Massimo Lensi, Paolo Bambagioni, Alessio Biagioli.

Michele-Gesualdi

Firenze, 16 novembre 2017 – Il vignettista Sergio Staino ha regalato ai militanti fiorentini dell’Associazione per l’iniziativa radicale “Andrea Tamburi” una vignetta per la campagna iscrizioni 2017 al Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, cui lui stesso è iscritto. A seguito della mozione approvata dal Congresso che si è svolto nel mese di settembre 2016 nel carcere di Rebibbia (Roma), il Partito Radicale si è posto l’obiettivo politico di raggiungere la quota di 3000 iscritti entro il 31 dicembre 2017. In caso di fallimento dell’obiettivo, il Congresso ha deliberato che siano attivate tutte le procedure atte alla liquidazione dell’attività del partito.
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– Servizio della Rai – Tgr Toscana

http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/media/tos-radicali-bernardini-iscritti-partito-pannella-d7f1aea5-e9b5-4484-89c7-1241d7f08b6e.html

– Radio Radicale

https://www.radioradicale.it/scheda/524189/assemblea-del-partito-radicale

Firenze, 3 novembre 2017 – In stretta collaborazione con il Partito Radicale, l’associazione per l’iniziativa radicale “Andrea Tamburi” organizza una assemblea pubblica, che si terrà a Firenze a Casa Caciolle in via di Caciolle 7. I lavori inizieranno sabato 4 novembre, alle ore 15, alla presenza di Rita Bernardini, Irene Testa, Maurizio Turco della presidenza de Partito Radicale e di Massimo Lensi del direttorio dell’associazione. L’assemblea è finalizzata al raggiungimento dell’obiettivo dei 3000 iscritti al partito entro il 31 dicembre. Nel dibattito saranno affrontati numerosi temi al centro della politica radicale: giustizia, carcere, diritto alla conoscenza, Europa, ma anche alcuni problemi della politica fiorentina.

Casa Caciolle è una comunità di sostegno e aiuto per il reinserimento sociale di detenuti a fine pena e di ex detenuti, gestita dal cappellano di Sollicciano, Don Vincenzo Russo e finanziata dalla Madonnina del Grappa.
All’assemblea hanno confermato la presenza altri rappresentanti del Partito Radicale e numerosi esponenti della politica fiorentina, della Camera Penale di Firenze, e della società civile.

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Dichiarazione di Don Vincenzo Russo, cappellano del carcere di Sollicciano, e di Massimo Lensi, associazione per l’iniziativa radicale “Andrea Tamburi”

Firenze 31 ottobre 2017 – Nei giorni scorsi, insieme al consigliere Tommaso Grassi abbiamo deciso di mettere per iscritto una lista di “urgenze” del carcere di Sollicciano su cui, a nostro parere, la città di Firenze e la sua Amministrazione potrebbero e dovrebbero intervenire. Lo abbiamo volutamente intitolato “Un vero ponte per Sollicciano” per evidenziare la necessità di stabilire un ponte, percorribile con fiducia nei due sensi di marcia, per restituire dignità a chi nel carcere lavora o vi è ristretto, per risvegliare l’umanità pragmatica che ha sempre contraddistinto Firenze e i fiorentini.

Da anni ci occupiamo di problemi legati al carcere e scriviamo appelli per sollecitare l’attenzione di istituzioni e cittadinanza. Ora però c’è un’occasione che la città non deve perdere: un Consiglio comunale di prossima convocazione si svolgerà all’interno del carcere di Sollicciano. Con questo documento intendiamo offrire a Giunta e Consiglio la possibilità di discutere con concretezza, affrontando i problemi veri del carcere fiorentino, allontanando il rischio di ridurre questa importante iniziativa del Consiglio a una passerella natalizia a uso e consumo dei professionisti della politica.

Quando si parla di problemi carcerari, il rischio di dimenarsi a vuoto tra compassioni buoniste e ottusità securitarie è molto alto. Una città come Firenze può però ambire a far meglio, riappropriandosi di quella capacità di affrontare i problemi e tendere mani operose a chi è in difficoltà. E di difficoltà il carcere di Sollicciano ne ha talmente tante da divenire ostacoli insormontabili se la città lo espelle: da quelle di un’area educativa che deve fare un salto di qualità adeguandosi alla complessità dei percorsi di reinserimento sociale del detenuto, a quelle dell’area sanitaria, carente sotto molti aspetti. E poi ci sono i problemi legati al sovraffollamento, al caldo torrido e al freddo insopportabile, alle cucine, o le docce, che non funzionano, ai muri di cinta inagibili, ai passeggi in attesa di ristrutturazione, alle carenze di organico e alla annosa mancanza di una Direzione stabile. Questi problemi devono essere per noi la base di discussione del Consiglio comunale in carcere. Per modificare la situazione attuale, perché Sollicciano oggi è una discarica sociale abbandonata a sentimenti di vendetta sociale, o di ignavia, instillati e alimentati da chi di questi sentimenti e paure si serve per soffocare la parte migliore della polis, corrompendone il sentimento di giustizia e rendendola complice nel trasformare l’esecuzione della pena in tortura e scuola del crimine, a discapito, oltretutto, della sicurezza della città.

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