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Dichiarazione di Massimo Lensi e Maurizio Buzzegoli, dell’Associazione per l’iniziativa radicale “Andrea Tamburi” di Firenze.

La lunga storia per la realizzazione dell’Icam (Istituto a custodia attenuata per madri detenute) è di quelle che lasciano senza parole. Documenti siglati, soldi stanziati, protocolli d’intesa e comodati d’uso firmati. Una cospicua quantità di carte e firme caduta apparentemente nell’oblio. Nell’attesa, l’immobile individuato in via Fanfani è preda del degrado. Ora perfino il Dap ha auspicato la realizzazione della struttura, come riportato in comunicato stampa del 26 agosto (in allegato), eppure ancora c’è chi di fare l’Icam a Firenze non ne vuole sentire parlare. E onestamente ci chiediamo perché?

Questa novella dello stento, nella quale a farne le spese son come sempre soprattutto gli ultimi, va avanti dal 2010 e rischia ormai di coprire di ridicolo le istituzioni territoriali fiorentine e toscane allungando la lista degli impegni sottoscritti e disattesi. Pacta sunt servanda dicevano gli antichi, e a una Firenze protesa alla tutela della propria tradizione storica riscoprire il dovere di onorare i patti e la propria civiltà giuridica non può fare che bene.

Comunicato Dap, 26 agosto 2016

In relazione ad alcuni articoli di stampa apparsi in questi giorni su diversi quotidiani della regione Toscana, che manifestano preoccupazione in ordine alla possibile mancata realizzazione di un Icam presso la città di Firenze, è opportuno fare chiarezza sulla posizione dell’Amministrazione penitenziaria centrale che, già nel mese di gennaio del 2010, prima della promulgazione delle legge 62/2011 volta a tutelare il rapporto tra detenute madri e figli minori, sottoscriveva con diversi partner istituzionali – Presidente della Regione Toscana, Presidente del Tribunale di sorveglianza di Firenze, Presidente dell’Opera Pia Madonnina del Grappa e Presidente dell’Istituto degli Innocenti di Firenze – apposito protocollo d’intesa.

Con tale atto, l’Opera Pia Madonnina del Grappa si è impegnata a concedere in comodato d’uso all’Amministrazione penitenziaria una villetta con giardino ed annessi edifici da destinare ad Icam, per l’accoglienza delle donne, imputate e/o condannate, con i propri figli al seguito.

La ristrutturazione dell’immobile è finanziata dalla Regione Toscana che, con apposite delibere del 2012 e del 2013 ha stanziato complessivamente la somma di 621.000,000 euro, messa a disposizione della Società della Salute (Sds), incaricata, dalla stessa regione, della realizzazione dei lavori, la cui conclusione è stimata per la fine del corrente anno.

In tal senso, pur apprezzando i suggerimenti di razionalizzazione che provengono dal territorio, questa Amministrazione continua a ritenere i diritti e gli interessi dei bambini, figli di persone detenute, prevalenti su ogni altra qualsiasi considerazione che vada a ritardare o rinviare il riconoscimento pieno e incondizionato di tale diritto, peraltro sancito da una legge dello Stato. In tal senso, pertanto, l’auspicio di questa Amministrazione è quello che i lavori presso la struttura dell’Opera Pia Madonnina del Grappa siano portati a termine nei tempi programmati e che, nelle more, le Autorità locali e la stessa Magistratura di Sorveglianza adottino provvedimenti, provvisori e preventivi, anche di comunità, affinché nessun bambino sia ristretto presso l’istituto penitenziario di Firenze Sollicciano.

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Manifestazione dei radicali fiorentini di fronte alla Presidenza della Regione Toscana.

Questa mattina, i radicali fiorentini dell’associazione radicale “Andrea Tamburi” hanno manifestato di fronte alla Presidenza della Regione Toscana per chiedere la conclusione dell’annosa vicenda dell’ICAM di Firenze. L’istituto a custodia attenuata per madri detenute, infatti, è una delle tante promesse non mantenute dalla burocrazia regionale con la corresponsabilità di altri enti. Una storia che prese il via sei anni fa: troppi per tollerare ancora che i bambini siano costretti a passare parte delle loro vita in carcere. Ricordiamo che durante l’ultima visita effettuata dalla delegazione radicale nel carcere di Sollicciano lo scorso Natale, nel nido interno del carcere è stata trovata una bimba di pochi mesi insieme alla madre in esecuzione di pena interna. Un Paese di civiltà giuridica questo non dovrebbe permetterlo. Chiediamo quindi una rapida conclusione della vicenda burocratica che ostacola ancora l’avvio dei lavori per la realizzazione dell’ICAM a Firenze.

Cronologia di una promessa non mantenuta.

21 gennaio 2010. Il Dipartimento per l’Amministrazione Penitenziaria, la Regione Toscana, il Presidente del Tribunale di Sorveglianza, l’Opera della Divina Provvidenza Madonnina del Grappa di Firenze, l’Istituto degli Innocenti di Firenze sottoscrivono il protocollo d’Intesa per la creazione di una Sezione a Custodia attenuata per Detenute Madri (ICAM).

25 gennaio 2010.  La Regione Toscana ratifica il protocollo con deliberazione di Giunta Regionale n.67 e stanzia 400 mila euro per l’avvio del progetto. Lo stabile individuato da cedere in comodato d’uso è sito in via Pietro Fanfani n.107 a Firenze ed è di proprietà della Madonnina del Grappa.

10 ottobre 2013. La Giunta esecutiva della Società di Salute di Firenze (Ente appaltante) avvia la fase attuativa del progetto ICAM (deliberazione n.32/2013).

13 ottobre 2013. Matteo Renzi, allora Sindaco di Firenze e candidato alle primarie del PD, dichiara che l’ICAM a Firenze c’è. Intervistato da Lucia  Annunziata  dichiara: “Noi siamo stati i primi in Italia ad aver fatto l’Icam (l’istituto custodia attenuata per le madri) per dire che le mamme detenute non stiano in carcere ma in una struttura ad hoc. Parliamo di cose serie!”. Il DAP, a stretto giro di posta, smentisce l’allora Sindaco di Firenze.

27 dicembre 2013. Il Ministero di Giustizia, la Regione Toscana, il Tribunale di Sorveglianza di Firenze e L’Anci siglano il Protocollo Tematico. Il Ministero della Giustizia, per tramite del Commissario straordinario del Governo per l’edilizia carceraria, si impegna, previo reperimento delle risorse necessarie, a porre in essere gli interventi strutturali antisismici per il completamento dell’Istituto a Custodia Attenuata per detenute Madri.
Con lo stesso protocollo la Regione Toscana prenota formalmente 220 mila euro aggiuntivi, anche se in via cautelativa, per consentire l’avvio dei lavori necessari, pur sempre in attesa delle risorse del Ministero della Giustizia per l’adeguamento antisismico.

12 maggio 2014. Il progetto esecutivo viene consegnato dal professionista incaricato.

9 luglio 2014. Il PRAP (provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria) esprime parere favorevole al progetto esecutivo (prot. 29038.7).

23 gennaio 2015. Accordo preliminare tra la Madonnina del Grappa e il Prap con il quale quest’ultimo si impegna ad assumere in comodato gratuito l’immobile di via Fanfani.

29 gennaio 2015. La Società della Salute di Firenze approva il progetto esecutivo (deliberazione n.1-2014).

 
9 gennaio 2016. Lo stabile di via Fanfani cade a pezzi per assenza di manutenzione.
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Sabato 9 gennaio, a partire dalle ore 11.00, si terrà in piazza Duomo a Firenze (davanti Palazzo Sacrati Strozzi, sede della presidenza della Regione Toscana) una manifestazione nonviolenta per sollecitare l’apertura dell’ ICAM (Istituto custodia attenuata per detenute madri). 
 
Il progetto, dal 2012, vede coinvolti il Comune e la Regione Toscana ed è stata individuata una struttura idonea (di proprietà della Madonnina del Grappa) capace di ospitare un massimo di otto/dieci minori (da zero a sei anni) con relative mamme.
 
Per la ristrutturazione sono stati stanziati dai  vari enti locali circa 400.000 € (ai quali vanno aggiunti altri 221.000 € provenienti dal Ministero della Giustizia sulla base del protocollo del 2013 tra Regione Toscana e Stato sulle carceri toscane).
 
Nel corso degli ultimi anni il progetto è andato avanti con estrema lentezza e risulta tutt’ora bloccato a causa dell’assenza dell’autorizzazione antisismica.
 
Anche durante l’ultima visita a Sollicciano del 25 dicembre scorso abbiamo riscontrato la presenza di una bambina di pochi mesi nel nido del carcere.
 
Vi invito dunque a partecipare alla manifestazione di sabato per evitare di procrastinare ulteriormente la realizzazione di una struttura necessaria per il territorio. 
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Il consigliere provinciale di Firenze Massimo Lensi chiede di aprire l’Icam per Sollicciano
Nella Giornata internazionale contro la violenza alle donne, il consigliere provinciale di Firenze Massimo Lensi (radicale, nel Gruppo Misto) porta l’attenzione su “una forma di violenza di Stato presente in molti istituti penitenziari, tra cui il carcere di Sollicciano”. Il dramma “delle madri detenute con prole inferiore a tre anni è una barbarie che deve terminare: anche a Firenze deve nascere l’Icam (l’istituto a custodia attenuata per madri detenute) previsto da numerosi documenti ormai da tanti anni”.

Fonte: Provincia di Firenze (http://met.provincia.fi.it/news.aspx?n=159940)

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